Malesani-Parma: non è stato solo amore

Dieci giorni fa la Fiorentina, domenica il Parma. Ma qual è la vera partita dell'ex per Alberto Malesani? Quella di dopodomani. In riva all'Arno ci è rimasto un solo anno lasciando un ottimo ricordo, in Emilia ha vissuto due anni e mezzo portando a casa tre coppe, ma senza instaurando con la piazza quel feeling che i risultati ottenuti potrebbero far immaginare. Il motivo? La mancata conquista dello scudetto. Soprattutto nella prima stagione il club di Tanzi era convinto di avergli messo a disposizione la squadra più forte del campionato: Buffon, Sensini, Cannavaro e Thuram in difesa; Fuser, Boghossian, Dino Baggio e Veron a centrocampo; Chiesa, Crespo e Balbo in attacco. Quella squadra chiuse al quarto posto a quindi punti dai campioni d'Italia del Milan. Insomma, tra Malesani e Parma non è stato solo amore. /I/BBII bermuda. /I/BEstate del '98, faceva caldo quel giorno a Collecchio nella sede della Parmalat quando Malesani andò a conoscere Tanzi. Si presentò in bermuda, un errore 'tattico" che – dicono in Emilia – mandò in bestia il cavaliere. A Parma, città piccola dove tutti sanno tutto di tutti, ci costruirono attorno una sorta di romanzo che Malesani non apprezzò.BR/I/BBIDov'è lo scudetto? /I/BMa non fu quella presentazione in bermuda a condizionare la storia tra Malesani e il Parma. L'allenatore firmò un contratto triennale – segnale inequivocabile che la società credeva in un progetto a lunga scadenza –, vinse al primo anno coppa Uefa (3-0 in finale a Mosca contro l'Olimpique Marsiglia), coppa Italia (battuta la sua ex Fiorentina) e ad agosto la Supercoppa italiana (con il Milan), eppure non bastò. Volevano lo scudetto, ha confessato il tecnico veneto anche il giorno della sua presentazione in Friuli. Sì, volevano lo scudetto, non il quarto posto, dietro il Milan di Zaccheroni (70 punti), la Lazio (69) e la Fiorentina del Trap (56). Il Parma si fermò a quota 55, un gradino sopra la Roma, la Juve e l'Udinese di Guidolin cui sarebbero bastati due punti in più per beffare i gialloblù. BR/I/B/I/BBIPendolare. /I/BMalesani e Parma si sono frequentati poco, anzi niente. L'allenatore ha sempre preferito fare il pendolare tra la città emiliana e Verona (un'ora di auto) e questo ai parmigiani non è mai andato giù. Che poi sul campo il 'Male" abbia dimostrato di saper lavorare sul campo bene come pochi, questo è diventato quasi un aspetto secondario. Il secondo anno è stato condizionato dall'eliminazione nel preliminare di Champions con i Rangers; la stagione male finì con lo spareggio-Champions perso a Verona con l'Inter trascinata da una doppietta di Baggio. BR/I/BBIL'incidente. /I/BMalesani ha cominciato la terza stagione sulla panchina del Parma ma non l'ha conclusa. A fine gennaio venne sostituito da Sacchi (fu il primo esonero della gestione Tanzi). Due mesi prima, alla vigilia della gara con l'Udinese, il terribile incidente alle porte di Verona dal quale uscì quasi per miracolo solo con la frattura della spalla sinistra. Il giorno dopo nel posticipo del Tardini Malesani andò in panchina, una vittoria ben più importante di quella che i suoi giocatori gli regalarono sui friulani (2-0).BR/I/BBIPupilli. /I/BDi quei due anni e mezzo gli restano le vittorie e l'ottimo rapporto con alcuni giocatori. I suoi pupilli? Boghossian, Fuser e Vanoli. Ma anche Crespo, dopo un inizio stentato, fu conquistato dalla competenza e dalla genuinità di Malesani. Più complicato, invece, il rapporto con Veron, uno con un caratterino poco raccomandabile, che non ha mai nascosto la sua mancanza di feeling con il tecnico.BR/I/BBISfida. /I/BDomenica Malesani ritrova il Parma, ma non sarà la prima volta. Nel 2001-2002 con il Verona pareggiò 2-2 al Bentegodi e perse 1-0 al Tardini. La novità può essere quella di trovare gli emiliani in una posizione delicatissima. Una vittoria dell'Udinese potrebbe spingere sempre più gli emiliani verso la retrocessione. Malesani non si trova in una situazione così complicata ma ha bisogno dei tre punti e anche se tra lui e Parma non è stato solo amore, una vittoria gli lascerà un retrogusto amarognolo.