Da Santoro a Taliercio, lunga scia di sangue

/I/BBIUDINE. /I/BAnche il Friuli Venezia Giulia ha vissuto la lunga notte del terrorismo. La regione è stata toccata da gravissimi fatti di sangue, dall'omicidio del maresciallo Anmtonio Santoro, comandante della polizia penitenziaria, al sequestro e all'omicidio del dirigente del Petrolchimico di Marghera Giuseppe Taliercio. Fino al sequestro del generale James Lee Dozier, 'progettato" in Friuli Venezia Giulia.BR/I/BBIL'omicidio Santoro. /I/BE' la mattina del 6 giugno, non è passato neppure un mese dal ritrovamento a Roma del cadavere di Aldo Moro. In via Spalato, a pochi passi dal carcere di Udine, entra in azione un commando di quattro persone: due fanno da palo su un'auto, gli altri due – un uomo e una donna – si fingono innamorati. Quando Santoro esce di casa, l'uomo gli spara quattro colpi alle spalle.BRLe prime indagini portano all'arresto di una studentessa udinese a Padova, ma pochi giorni dopo, risultando estranea, la giovane è scarcerata. I veri indiziati dell'omicidio Santoro saranno scoperti quattro anni dopo: il 20 aprile 1982 sono emessi gli ordini di cattura nei confronti dei romani Cesare Battisti, allora ventottenne, indicato come autore materiale del crimine (è ancora latitante in Francia), ed Enrica Miglioranza, 27 anni, che sarebbe stata la sua partner nell'agguato di via Spalato.BR/I/BBIIl sequestro Taliercio. /I/BIl 20 maggio 1981, a Venezia, un commando delle Brigate rosse rapisce l'ingegner Giuseppe Taliercio, direttore del Petrolchimico di Marghera. La 'prigione del popolo" è allestita in una casa di Tarcento, in via Udine, dove Taliercio era stato portato all'interno di un baule. Il 5 luglio, 47 giorni dopo il rapimento, l'ingegner Taliercio viene ucciso, il suo cadavere viene fatto ritrovare vicino allo stabilimento dove lavorava.BR/I/BBIIl sequestro Dozier. /I/BIl 7 dicembre 1981 a Verona viene rapito il generale americano James Lee Dozier, all'epoca vice comandante della Nato per il sud Europa. Un blitz dei Nocs lo libera nel 'covo" di via Pindemonte. E' la svolta che smantella la colonna veneto-friulana delle Brigate rosse. Tra gli arrestati c'è Cesare Di Lenardo, 22 anni, di Codroipo. Il giorno dopo cadono nella rete dei carabinieri quattro fiancheggiatori dei brigatisti, tra cui Lucilla Bressanutti, la compagna di Di Lenardo. Il 30 a Venezia è arrestata l'infermiera Annamaria Sudati di Rivolto, mentre a Udine si cerca Gianni Francescutto, 37 anni, professore precario alle medie, sparito da un anno dopo la lite con il padre. Il professore viene arrestato – con lui una giovane trevigiana, Marina Bono, 22 anni – durante un blitz davanti all'ospedale psichiatrico di Sant'Osvaldo il 2 febbraio 1982. Il giorno successivo, in piazza della Repubblica viene bloccato il professor Vanni Mulinaris (poi prosciolto da ogni accusa), considerato a lungo uno degli ideologi dell'area dell'autonomia.BR/I/BBIIl processo a Di Lenardo. /I/BIl 9 marzo 1982 comincia il processo ai sequestratori di Dozier e l'11 Antonio Savasta confessa di aver assassinato l'ingegner Taliercio Taliercio. Savasta collabora con la giustizia e se la cava con poco, mentre l'irriducibile Di Lenardo è condannato all'ergastolo. Anche Francescutto e la Bono, che fra un processo e l'altro sono riusciti a sposarsi, collaborano con la giustizia e ottengono generosi sconti di pena, grazie alla cosiddetta legge per i pentiti. Il professore sconta solo cinque dei dieci anni che gli sono stati inflitti e invece che nel 1992 lascia definitivamente il carcere durante le feste di Natale del 1987. Con lui esce anche la moglie, che doveva scontare una pena maggiore, 14 anni, avendo assassinato a Mestre un commissario di polizia sparandogli a bruciapelo.BR/I/BBIGli attentati ai militari. /I/BIl 2 settembre 1993, un commando di quattro persone – composto da Angelo Dalla Longa, Francesco Aiosa e Paolo Dorigo – compie un attentato dimostrativo alla base militare di Aviano. Il 9 dicembre 1995 a Sacile è rinvenuto il primo volantino dei nuclei territoriali antimperialisti (Nta), il 12 si replica a Vivaro. Il 13 gennaio 1996 viene fatta saltare in aria un'auto la notte della prima visita alla Base Usaf di Aviano del presidente Bill Clinton. /I/BB(m.ga.)