03 gennaio 2007 —
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sezione:
Gorizia
ROMANS. Un gruppo di cittadini di Versa ha presentato nei giorni scorsi un ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro il regolamento della pista di motocross di Versa e il contratto di locazione dellimpianto predisposti dallamministrazione comunale di Romans.
In base ad approfonditi studi eseguiti dallArpa, qualche mese fa il Comune aveva disposto il nuovo regolamento con le norme che il Motoclub di Romans doveva rispettare.
Il documento era stato approvato allunanimità in consiglio comunale dopo un lungo dibattito. Il sindaco Alessandro Zanella, dopo aver preso atto del ricorso presentato dal Circolo sportivo, aveva sottolineato che il voto di approvazione unanime nel consiglio comunale ha espresso un orientamento di scelta amministrativa chiara e precisa che era quella di tutelare innanzi tutto la popolazione di Versa e poi garantire anche il prosieguo delle attività sportive da parte delle società interessate.
Sulla questione interviene adesso il gruppo di minoranza Rinnovare Romans, che vuole fare alcune precisazioni a quanto detto dal sindaco nei giorni scorsi. «La questione della pista di motocross affermano i consiglieri di opposizione è ormai annosa e non ha ancora trovato una soluzione definitiva. Il nuovo ricorso al Tar de cittadini di Versa ha riportato la questione allattenzione dellopinione pubblica. Le dichiarazioni del sindaco del 27 dicembre coinvolgono anche noi dellopposizione, ma sono necessari dei distinguo per chiarire lesito unanime del voto favorevole al regolamento. Al consiglio comunale di ottobre, diversamente dal sindaco che anteponeva, anche allora, la tutela della cultura sportiva alla salute dei cittadini di Versa, noi abbiamo sottolineato che lesistenza della pista costituisce un aggravio alle condizioni di inquinamento acustico e atmosferico che la frazione deve sopportare suo malgrado».
«Ci sembrerebbe più opportuno abbiamo sostenuto trovare unaltra sistemazione per la pista di motocross».
«Il nostro voto favorevole perciò non è andato alla collocazione geografica della pista, che riteniamo quanto mai discutibile, ma allaspetto tecnico e funzionale del regolamento. Restavano aperti per noi gli altri problemi menzionati che ora sono amplificati dalla probabile incompatibilità con il vincolo idrogeologico sotto cui ricadrebbe la zona utilizzata dai motociclisti».
(ma.si.)