27 dicembre 2006 —
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sezione: Pordenone
CLAUT. Due persone, di cui una anziana, hanno dovuto trascorrere le festività natalizie a casa di parenti a causa di un incendio che ha distrutto le rispettive abitazioni a Cellino. Il rogo, che ha interessato due appartamenti, è stato generato probabilmente dal malfunzionamento di una canna fumaria. I vigili del fuoco hanno lavorato per oltre 15 ore.
E stata Giuseppina Della Putta, 73 anni, ad accorgersi che la canna fumaria della sua abitazione stava dando dei problemi. Si tratta di un appartamento tipico della Valcellina, costruito in cemento e legno, adiacente a un altro di proprietà del cognato, a Cellino di Sopra, una borgata di Claut composta da una decina di abitazioni a poche decine di metri dal distributore situato sulla statale 251.
La proprietaria ha quindi allertato i vigili del fuoco di Maniago che sono giunti sul posto con due automezzi. Visto che il rogo stava assumendo dimensioni preoccupanti, sono giunte altre tre squadre di rinforzo dal distaccamento di Spilimbergo e dal comando provinciale di Pordenone. Nonostante lintenso lavoro dei vigili del fuoco, però, secondo una prima ricostruzione le fiamme si sono propagate anche al resto dellabitazione e in quella vicina.
Lallarme è scattato verso le 4.10 del 21 dicembre e il lavoro dei vigili del fuoco si è protratto per lintera giornata, fino alle 19.30.
I danni, secondo una prima stima, sono molto ingenti, quantificati dai 50 ai 100 mila euro: dei due appartamenti, infatti, è andato pressoché tutto distrutto tanto che gli occupanti sono stati costretti a trovare ospitalità presso parenti.
Il fuoco si è facilmente propagato non solo perché il clima di questi giorni è piuttosto asciutto, ma anche perché le abitazioni tipiche della Valcellina sono rivestite di legno.
Grazie comunque alla prontezza della proprietaria sono state scongiurate conseguenze che potevano diventare ben più gravi.
Sul posto, per i rilievi del caso, sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Cimolais.
Quello di Claut è stato il più grave incendio di canna fumaria registrato negli ultimi giorni. Altri roghi genetarisi per analoghi motivi, sono avvenuti, tra laltro, a Morsano e San Vito al Tagliamento dove i vigili del fuoco del locale distaccamento sono riusciti ad arginare i danni in poco tempo nella mattinata di ieri.
E in inverno, non sono rari gli incendi, anche accidentali, di canna fumaria. Il calore prodotto, infatti, arroventa la superficie interna, e può rovinare le pareti della canna e i muri confinanti, col pericolo di estendere lincendio ai mobili e alle travi dei soffitti. Durante e dopo il principio di incendio cadono nel camino braci e pezzi di mattoni incandescenti, che possono uscire dal caminetto o dalla stufa. Allesterno le faville che escono dal comignolo possono ricadere su materiali combustibili.(e.l.)