Dall'incarico di Agnelli agli spari sul fiume

Claudio Fogolin era una persona dalle indubbie capacità. Non si spiega altrimenti la fiduca che aveva riposto in lui Giovanni Agnelli, il fondatore della Fiat, che lo aveva anche introdotto nei saloni 'bene" di Torino, dove Fogolin aveva conosciuto la moglie Ady Kind.
Nel 1904 Claudio Fogolin parte per New York: gli viene affidato il compito di organizzare la prima officina a servizio della Fiat per gli Stati Uniiti. Per sei mesi il sanvitese vive tra Boston e New York riuscendo anche a organizzare e consolidare le vendite della casa automobilistica torinese, senza infastidire la locale Ford.
Ottiene successo anche nell'allestimento degli stand della Fiat al neonato Salone di Torino: lo spazio della casa degli Agnelli, quando è curato da Fogolin, ottiene sempre ampi consensi. Ma Fogolin rimane sempre legato alle sue radici, a San Vito al Tagliamento. E' nato qui nel 1872 da una famiglia che deve la sua ricchezza all'eredità lasciata da una prozia che aveva sposato un generale dell'armata di Napoleone Bonaparte. Dopo la morte del padre, le fortune della famiglia mutano e la madre è costretta a vendere alcune proprietà. Frequenta le scuole elementari a San Vito, si trasferisce al collegio Spagnol di Vittorio Veneto dal 1883 al 1885 e successivamente a Udine, alla scuola di agraria. Si diplomerà nel 1897. Di fatto, dopo l'abbandono della Lancia, a parte qualche periodo nella vita di Martellago e a Padova, il 15 luglio del 1927 ritorna per vivere al paese natale.
Qui si dedica alle proprietà di famiglia, gestite dalla sorella Sabina, e alla vita pubblica: fin dall'inizio del ventennio ha aderito al Partito Fascista. Insieme a Francesco Gasparinetti e Carlo Frisacco nel 1935 fonda il Tennis Club San Vito, che arriverà in pochi anni ai vertici nazionali. La moglie, da cui non ha avuto figli, si dedica alle attività di beneficenza e volontariato. Sono anni difficili anche per questioni di salute e preoccupazioni di natura economica.
Il 22 dicembre del 1943 Claudio Fogolin accetta di ricoprire la carica di segretario del Fascio Repubblicano a San Vito al Taglamento. Nel luglio del 1944 viene nominato dal Prefetto di Udine Commissario Prefettizio della Comunità. Secondo la ricostruzione fatta da Ceolin e Cadamuro «durante l'espletamento d'una funzione pubblica di ordinanza prefettizia, prelevato dal municipio sanvitese da alcuni partigiani appartenenti al Battaglione Tridente e trasportato successivamente nelle grave del Tagliamento, il 27 aprile 1945 fucilato e lì sepolto». Si dice che sia stato prelevato un venerdì pomeriggio, giorno di mercato. La salma di Fogolin sarà riesumata il 21 settembre dello stesso anno e tumulata nel cimitero di San Vito al Tagliamento nella tomba di famiglia.
Una figura ancora controversa quella di Claudio Fogolin, soprattutto per la sua attività nell'ultimo periodo della sua vita. Per questo motivo l'amministrazione comunale ha deciso da tempo di non ricordarlo con l'intitolazione di una via, come chiesto da qualche forza politica, nè di ricordare la ricorrenza odierna. Tra qualche giorno, sarà presentato il libro di Pietro Ceolin e Raffaele Cadamuro 'Claudio Fogolin, l'origine anche friulana della Lancia".