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Discarica, s’allontanano i tempi di chiusura

Quasi a non volersi rassegnare all’apertura di quella fase che in termine tecnico si chiama gestione post-mortem, la discarica di Vallenoncello mantiene aperti i propri cancelli. E lo farà ancora per alcuni mesi, nonostante in passato siano state stilate diagnosi che ne davano per certa la chiusura già alla fine dello scorso anno. Invece, l’impianto potrà continuare ad accogliere rifiuti probabilmente fino alla prossima primavera, stanti gli attuali ritmi di conferimento.
Alla discarica afferiscono i rifiuti provenienti da Pordenone e Cordenons, ma non tutti. La Gea, infatti, già oggi porta due terzi delle immondizie indifferenziate all’impianto di compostaggio di Aviano, mentre la restante parte finisce a Vallenoncello.
L’allungamento dei tempi di vita della discarica si traduce in manna dal cielo per l’amministrazione comunale di Pordenone, con una riduzione dei costi di conferimento applicati dalla Gea e la possibilità quindi di graduare l’aumento della tassa rifiuti in più anni, visto che si stima che per pareggiare i costi l’incremento dovrebbe aggirarsi sul 50 per cento.
La non chiusura della discarica, inoltre, è una carta di riserva da poter giocare in presenza di emergenze. La vicenda udinese, con l’incendio all’impianto di Rive d’Arcano che ha messo in ginocchio tutto il sistema della raccolta rifiuti nella Sinistra Tagliamento, è la testimonianza indiretta della carenza di impianti e di una confusione normativa, regolamentare e di competenze che alimenta un business cospicuo qual è quello della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.
Dall’altro lato, i lucchetti alla discarica non esauriscono i costi di gestione, visto che è obbligatoria per legge una serie di trattamenti, per poter garantire la salvaguardia ambientale dell’area dopo la fine dei conferimenti, che incide sulle spese generali di chi ha in gestione la struttura. (s.p.)