08 luglio 2006 —
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sezione: Pordenone
Esito scontato per il congresso cittadino dei Democratici di sinistra che eleggerà questa mattina Walter Manzon segretario. Quella del consigliere comunale, aderente alla componente ambientalista, è lunica candidatura che è stata presentata nei termini. Le operazioni di voto, nellex Convento di San Francesco, dureranno fino alle 14. Non mancano le polemiche da parte dellaltra componente del partito. Il candidato. Manzon è stato indicato da 15 esponenti della direzione cittadina e punta a ricucire i rapporti interni dopo la frattura conseguente alla nomina della giunta, con le dimissioni dellex segretario, Orazio Cantiello, e lopposizione degli altri due consiglieri, Nicola Conficoni e Marcello Passoni. Le premesse, però, non sono delle migliori, visto che questi ultimi due non parteciperanno allassise visto che, a loro giudizio, non è stata garantita pari dignità alle componenti. I diessini che fanno riferimento ad Antonio Di Bisceglie, disponibili ad appoggiare Manzon, chiedevano lindicazione di una direzione paritaria, mentre i rapporti di forza, scaturiti dal precedente congresso, rimarranno immutati. Nella sua dichiarazione dintenti, Manzon simpegna «a ridare vigore alla nostra iniziativa politica, valorizzando gli sforzi di tutti gli iscritti e simpatizzanti. Vorrò da subito considerare la funzione, che mi sarà eventualmente assegnata, quale quella di un incubatore-coordinatore di energie-progettualità, cercando di recuperare e rilanciare limmagine del nostro partito, quale forza che si emancipi ad unitaria e che mostri il suo volto costruttivo e positivo, oltrechè affidabile: non credo nella personalizzazione della politica, ma nel lavoro di squadra, che cresce nellimpegno organizzato e nella condivisione delle convinzioni».
La lettera aperta. Ma proprio alla vigilia del congresso giunge la missiva agli iscritti dellex segretario Cantiello, consigliere comunale del gruppo Misto, che lancia nuove accuse nei confronti del gruppo dirigente. «Dopo tre anni di occupazione soneghesca scrive ci si poteva aspettare dalla maggioranza cittadina almeno un guizzo riformista, qualcosa di sinistra, il segnale di una svolta. E invece arrivato un congresso-farsa con la nomina di Manzon a segretario. Un ritorno allinsegna del meno peggio e di quel democristianissimo tirare a campare che è già diventato lo slogan dellassessore Ennio Martin. Manzon è uomo serio, onesto, capace, che non è poco nel quadro di devastante squallore offerto dalla classe dirigente fedele a Sonego. E terrificante il metodo che si è scelto per nominarlo da una direzione politica incaricata di silurare i compagni troppo autonomisti e tutelare il nome più innocuo, almeno sulla carta. Quello che piace a tutti, da Pupulin ad Alzetta, da Marigliano a Beacco, da Martin a Zaia, insomma al salottino che si ritrova negli uffici della Regione e non vuole sorprese, perché i nuovi Ds di Pordenone, quelli liberi di decidere e scegliersi i propri rappresentanti, non shanno da fare». Per Cantiello «gli elettori cittadini della Quercia hanno ragione di sentirsi presi per i fondelli. Per anni i leader dei Ds hanno condannato le segretarie di Forza Italia nominate dai dirigenti di partito, gli amici innocui piazzati ovunque a incassare indennità e stipendi. Per anni hanno sottolineato che in casa loro non esistevano lottizzazioni. Si sono uniti allo slogan Democrazia e partecipazione, che la scarsa adesione al congresso-farsa e le mie dimissioni hanno reso evidenti nella loro falsità. Non ci voleva un gran coraggio continua per cambiare davvero, per nominare un segretario cittadino senza che Sonego potesse obiettare nulla. Ma non sè trovato il coraggio. I regionali continuano a lottizzare, ad assegnare poltrone, nominando qua e là i Martin (in giunta), i Zaia (in Fiera) e i Zanella (alla Gea). I Ds di oggi sembrano davvero troppo vecchi per riuscire a esprimere qualcosa che assomigli a un valore».
(s.p.)