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Pozzo allo Sfriso, l’acqua è utilizzabile

SACILE. Si sono svegliati ieri mattina con il cattivo odore dell’acqua sulfurea del pozzo dello stadio Sfriso che veniva spruzzata per irrigare il campo da calcio. Qualcuno ha anche chiamato i carabinieri per fare rispettare l’ordinanza del sindaco che vieta di usare quell’acqua, ma gli uomini dell’arma non hanno potuto fare niente. L’ordinanza è stata revocata anche se il divieto ad utilizzare il pozzo resta per gran parte del giorno. Si apre un nuovo fronte in via Martiri Sfriso. Dopo lo scontro - anche fisico - tra l’assessore all’Ambiente Giuseppe Pignat e il presidente della Liventina Calcio per il mancato rispetto della società sportiva dell’ordinanza sindacale, la questione del pozzo dello Sfriso arriva ad un compromesso: l’acqua potrà essere usata solo dalle 6 alle 8 di mattina. Un compromesso, motivato dagli ultimi esiti delle analisi sulla qualità dell’acqua, che non soddisfa però i residenti. «Da circa un anno - ricorda l'assessore alle Infrastrutture, Federico Cazorzi (nella foto) - l’amministrazione ha commissionato un’analisi periodica delle acque del pozzo Sfriso. Le ultime verifiche hanno rilevato un netto miglioramento della situazione imputabile al fatto che molti condomini della zona hanno provveduto ad allacciarsi alla fognatura ma non solo. Per questa ragione abbiamo deciso di revocare l’ordinanza con la quale si vietava l’utilizzo di quell’acqua ai fini di irrigazione. Abbiamo però ritenuto opportuno limitare l’uso alle prime ore della giornata per ridurre il disagio olfattivo dei residenti». Proprio gli abitanti di via Martiri Sfriso per diversi anni hanno chiesto l’intervento dell’amministrazione comunale in quanto l’acqua solfurea del pozzo se vaporizzata nell’aria sprigiona un odore puzzolente. Partendo da quella istanza la giunta Cappuzzo un anno fa ha provveduto a far fare le analisi dell’acqua - in precedenza non erano mai state eseguite - che hanno evidenziato una elevatissima presenza di batteri fecali. Da qui l’ordinanza che vietava l’emungimento e le periodiche verifiche. Nella relazione che accompagna gli ultimi esami fatti dall’Arpa, gli esperti dell’Agenzia indicano il miglioramento della condizione batteriologica ma suggeriscono comunque di non riversare l’acqua nell’ambiente con sistemi di vaporizzazione perché permane il problema dell’odore.
«La decisione di concedere il prelevamento solo nelle prime ore della mattina - precisa Cazorzi - va proprio nella direzione di non danneggiare i cittadini. Si tratta inoltre di un provvedimento temporaneo perché l’intenzione dell’amministrazione è quella di procedere allo scavo di un nuovo pozzo per intercettare, a maggior profondità, una falda non sulfurea. Ci stiamo già muovendo per procedere in tempi rapidi. Abbiamo anche intenzione di isolare con materiale fonoassorbente la pompa di prelievo per evitare problemi di rumore».