OSOPPO. Si accorciano i tempi per decidere se il Sunsplash resterà o meno a Osoppo. Informalmente si parla di fine giugno. Una manciata di giorni manca insomma per sapere quale sarà la sorte del grande evento festivaliero che da sette anni anima il paese collinare. Tra le file del comitato che si è schierato a sostegno dell'associazione Rototom, madre dell'evento culturale, si prepara una grande manifestazione pubblica in sostegno del festival mentre la commissione consiliare, appositamente istituita, prosegue nel suo lavoro. Questa attività porterà, l'auspicio è che i tempi siano brevi, ad una decisione decretando il futuro del festival. Ma i rappresentanti del Rototom non hanno intenzione di aspettare ancora a lungo. Lo scadere naturale al quale si è guardato fin qui, ovvero il termine del Sunsplash che coinciderà con il 15 luglio, è troppo lontano. Con tutta probabilità il punto alla questione sarà posto prima.
Non solo, l'associazione ha cominciato a guardarsi intorno lanciando un appello ai comuni friulani: «Chi avesse uno spazio ce lo faccia sapere». L'alternativa, nel caso in cui questa richiesta cadesse nel dimenticatoio e la strada per Osoppo si chiudesse, sarebbe l'espatrio del festival. Fuori regione. A Osoppo - hanno dichiarato più volte gli organizzatori - siamo rimasti fino ad oggi solo per l'affetto e il sostegno che ci ha dimostrato la gente. In primis il "Comitato per la permanenza del Sunsplash e la valorizzazione di Osoppo" che nel corso dell'ultimo mese ha promosso una raccolta firme - a oggi più di duemila - e che sta pensando, si diceva, ad una manifestazione. La data non c'è ancora ma si parla della fine della prossima settimana.
Nel frattempo la commissione consiliare sta lavorando al regolamento del parco. Forti sostenitori della permanenza della manifestazione ad Osoppo sono i consiglieri di minoranza che mercoledì sera si sono incontrati - erano stati invitati tutti i membri della commissione -, su iniziativa del comitato, per fare il punto della situazione. Con loro c'erano i rappresentanti del Rototom, alcuni privati cittadini, militanti tra le file dei Pro. «Sempre che - hanno scherzato più volte - i contro esistano. Non li abbiamo mai visti». Infine c'erano gli esercenti. La speranza, condivisa da tutti i presenti, è stata che la commissione decida al più presto sulla gestione. Nel mentre, a Osoppo, chi combatte perché il festival resti non starà con le mani in mano. A partire dai commercianti che hanno annunciato la volontà di indire una riunione con la Confcommercio provinciale.
Il Sunsplash infatti si lega a doppio filo a preoccupazioni economiche. Dà respiro ad attività commerciali, osovane ma non solo - per alcune costituisce il 15% del fatturato annuo -, che, viceversa, farebbero fatica a sopravvivere. Risorsa economica quindi ma anche turistica e culturale. Due aspetti, questi ultimi, fino ad oggi a torto trascurati. Di più, «all'interno del Rivellino - sottolineano gli aderenti al comitato - non c'è mai stato un incidente e il Sunsplash si è rivelato isola felice della convivenza tra diverse religioni e culture».
«Oltre tutto - sottolineano i dirigenti del festival - non si tratta di un festival qualunque: se in tanti esempi simili oggi si registra un decremento dell'affluenza noi, anno dopo anno, incassiamo una tendenza di segno opposto». E spiegano il perché: «Quella che in otto, nove giorni ospita Osoppo non è semplicemente una manifestazione musicale. I nomi che arrivano in Friuli o con i quali entriamo in contatto sono di tutto rilievo. Basti pensare al presidente del Brasile, Ignacio Lula da Silva, che l'anno passato contattò telefonicamente il sindaco di Osoppo. Ma non finisce qui. All'interno del festival sorge una vera e propria città con 10mila residenti stabili. A loro dobbiamo offrire tutti i servizi necessari». Ad alcuni di questi l'associazione riesce a far fronte, ad altri no. E' per questo che ha chiesto all'amministrazione la gestione del parco: per intervenire, anche a spese proprie.
Maura Delle Case