01 giugno 2006 —
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sezione: Attualità
ROMA. «Tornare alla crescita», dice Mario Draghi, Governatore della Banca dItalia, nelle sue prime Considerazioni finali. Anche se non sarà facile, anche se lindebitamento pubblico nel 2006 «rischia di superare di nuovo il 4%». La Banca dItalia stima che, per conseguire lobiettivo del 2,8% deficit-Pil indicato dal governo Berlusconi, sia «necessaria una correzione nellordine di due punti percentuali del prodotto». Qualcosa come 30 miliardi di euro cui andrebbero sommati «eventuali interventi di abbassamento della pressione fiscale o di rilancio degli investimenti pubblici».
La novità è la presenza in prima fila di Fausto Bertinotti, presidente della Camera. Un invito che ha un forte valore politico, perché la Banca dItalia - spiega il Governatore _ si propone «come consigliere autonomo, fidato, del governo, del Parlamento e dellopinione pubblica». Accanto a Bertinotti cè Carlo Azeglio Ciampi, cui Draghi rivolge un saluto imprevisto che raccoglie un lungo applauso. Ci sono duemilacinquecento invitati, solo la poltrona riservata al predecessore, Antonio Fazio, è vuota («Assente per motivi di opportunità», spiegheranno poi i suoi legali). Draghi rivolge a Fazio «un ringraziamento non formale», «per aver speso lintera vita professionale al servizio di questa istituzione». Ma poche righe oltre parla di Banca dItalia ferita dal «periodo convulso di scandali, di speculazioni, durante il quale era parso che il mercato, i risparmi degli italiani, il destino di società in settori rilevanti per leconomia nazionale fossero preda dellarbitrio, dellinteresse, delle trame di pochi individui».
Siamo già nel vivo delle Considerazioni, alla rivoluzione etica per i membri del suo vertice, a quella filosofica per le Opa sulle banche. Il Governatore traccia il nuovo assetto della banca centrale italiana. Annuncia lapprovazione del Codice etico (regole su conflitti di interesse, cariche esterne, riservatezza, regali), chiede alle banche di fare altrettanto. Cambia le regole delle Opa bancarie disponendo che la Vigilanza sia chiamata dopo e non prima che i consigli di amministrazione decidano, niente più autorizzazione preventiva, dunque, di dubbia legittimità giuridica.
Per le banche arrivano indicazioni precise su ciò che Bankitalia vuole da chi amministra il credito in Italia. Gli scandali sui bond argentini, su quelli di Cirio e Parmalat sono ancora fresco ricordo, la contromisura ha un nome inglese: «Compliance». «La Banca dItalia - dice il Governatore - emanerà istruzioni perché le banche istruiscano una specifica funzione di verifica della compliance, cioè della conformità dei propri comportamenti alle prescrizioni normative e di autoregolamentazione».
Alla fine torna la necessità della crescita. «E la priorità assoluta della politica economica italiana: proprio come lentrata nellUnione monetaria lo fu dieci anni fa - dice ancora Draghi - Preservando la stabilità a duro prezzo acquisita, si deve ritrovare la via dello sviluppo. Le azioni da intraprendere, incluse le misure per il risanamento della finanza pubblica, divenuto imperativo, devono essere vagliate in primo luogo sotto questo profilo».
Tornare alla crescita agendo sulletà pensionabile, riducendo il cuneo fiscale, ma anche aumentando la produttività con innovazione e investimenti. Utilizzando i contratti atipici in maniera virtuosa e non come «surrogato dellordinaria flessibilità dellimpiego», un utilizzo improprio che impedisce «a molti giovani di pianificare un futuro». Tornare alla crescita recuperando il gap nella scuola, nella giustizia civile, nelloccupazione giovanile. Tutti campi in cui siamo in fondo alle classifiche Ocse, ricorda Draghi.
Alessandro Cecioni