ARCHIVIO Messaggero Veneto dal 2003

I Ds friulani col sindaco: no a Zvech segretario

UDINE. Tensione nei Ds dopo lo scontro fra Sergio Cecotti e l’Unione. Il gruppo udinese spinge perché giunga a giorni un segnale forte e distensivo, che consenta di rilanciare il progetto politico costruito nel 2003 attorno al sindaco di Udine. E, nel farlo, la Quercia udinese mette sul tavolo il no secco alla candidatura di Bruno Zvech, capogruppo triestino in consiglio regionale, per la segreteria del partito. Un nome che i friulani non sono disponibili a sostenere, pena l’apertura di un braccio di ferro interno con la possibilità di un congresso a più voci.
Ieri in un vertice riservato che doveva preparare la direzione regionale di questa sera a Cervignano, i diessini friulani – l’ex parlamentare Elvio Ruffino, il vice di Cecotti Vincenzo Martines, il segretario cittadino Agostino Maio e quello provinciale Cristiano Shaurli – si erano presentati pronti al muro contro muro con il segretario regionale Carlo Pegorer e il presidente del consiglio regionale Alessandro Tesini. In Friuli da giorni circolavano voci di tensioni e nomi alternativi a Zvech per il posto di segretario, dopo l’elezione di Carlo Pegorer al Senato. Fra questi Mauro Travanut e lo stesso Martines. Il caso Cecotti ha però fatto esplodere la polemica interna e i piani alti del partito, dopo le critiche del sindaco udinese, si sono convinti che il nome del triestino Zvech sarebbe inopportuno. E porterebbe certamente al crollo dell’alleanza nel capoluogo friulano, con scontri interni e divisioni i cui effetti sulla tenuta della coalizione regionale sono difficili da prevedere.
In questo scenario è sempre più probabile – come emerso già ieri – che a Pegorer venga chiesto di restare in sella al partito. Il segretario è infatti un elemento di equilibrio in questo momento e potrebbe diventare l’ago della bilancia rispetto alle politiche di apertura su Cecotti e il suo progetto, chieste a gran voce dall’ala friulana del partito.
Segnali forti, dunque, che lo stesso segretario regionale – convinto da tempo della necessità di rilancio del patto con Cecotti – potrebbe mandare, secondo alcuni diessini, già oggi dal palco della direzione del partito. Dove Pegorer, nell’ottica di un rilancio del Friuli, potrebbe chiedere l’avvio di una discussione sulla vicepresidenza della Regione, perché venga affidata a un udinese. Una posizione che, non è un mistero, non trova d’accordo la maggioranza del partito – soprattutto nel goriziano e nel pordenonese – ma che potrebbe rivelarsi l’unica strada per coagulare le forze diessini friulane sempre più propense ad aprire una resa dei conti contro i dirigenti. Cecotti, intanto, attende silenzioso. Ieri ha trascorso l’intera giornata a Bologna, rinviando le decisioni sulle dimissioni da sindaco alle prossime ore. Attento, secondo alcuni osservatori regionali, proprio al colore della fumata che si alzerà stasera dal vertice diessino in merito al ruolo di Udine e del Friuli nel progetto regionale. Pegorer, intanto, avverte che il dibattito va aperto: «Se le questioni sollevate a Udine dal sindaco Cecotti sono di carattere politico – dice – vanno risolte politicamente. Restiamo convinti che l’esperienza amministrativa in corso nel Comune di Udine con la guida di Cecotti, è un pezzo fondamentale del processo di modernizzazione istituzionale, economica e sociale che abbiamo avviato nel 2003». (t.c.)

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