ARCHIVIO Messaggero Veneto dal 2003

Il centro-sinistra a Cecotti: «Non siamo la Lista per Trieste, sei ingeneroso»

di GIACOMINA PELLIZZARI

Mormorano i partiti del centro-sinistra che governano in città. I motivi sono molteplici, tutti offerti dallo sfogo del sindaco, Sergio Cecotti, che ha paragonato la coalizione alla paradoia della Lista per Trieste. Gli aggettivi si sprecano: il più frequente è «ingeneroso». Il tentativo è quello di ricucire lo strappo aperto con la sconfitta elettorale e la nomina dei due sottosegretari triestini nel governo Prodi. A palazzo D’Aronco, nell’ultima riunione dei capigruppo, era emersa l’intenzione di presentare una mozione di sentimenti per evidenziare il monopolio triestino anche nelle nomine dei sottosegretari di governo. L’intenzione è rimasta tale perché non ha trovato tutti d’accordo. Anche la Colomba e i Diesse hanno bocciato l’iniziativa.
Oggi, alla luce del bilancio del sindaco, che esclude la sua presenza nel partito Democratico e accusa il centro-sinistra di invocare l’autonomia solo in campagna elettorale, tutti sollecitano confronti per ripartire dalla questione friulana.
«Quando sostiene che la coalizione di Udine è una parodia della Lista per Trieste è ingeneroso» afferma il segretario cittadino dei Diesse, Agostino Maio, nel riconoscere che il sindaco pone problemi seri. «La vicenda dei due sottosegretari giuliani – sostiene – è un ulteriore elemento di criticità che va posto anche all’interno della Quercia. Abbiamo già iniziato a organizzare colloqui bilaterali tra le forze che sostengono la coalizione, accelereremo il processo». Dello stesso avviso il vicesindaco della città, Vincenzo Martines: «Quando il sindaco si esprime in questo modo è arrivato il momento di riflettere assieme». Martines è rimasto alla cena di maggioranza durante la quale è stato ribadito che l’obiettivo è «travalicare il 2008 con un impegno diretto di Cecotti. Se non sarà così mi dispiacerà molto».
I più offesi si sentono i rappresentanti della Margherita, il partito accusato da Cecotti di aver fatto mancare il suo impegno nella campagna elettorale per le provinciali. «Sono testimone dell’impegno profuso da tutti convintamente per il candidato presidente» assicura il segretario cittadino, Duccio Valente, mentre il segretario provinciale, Salvatore Spitaleri, cerca le parole adatte per non risultare eccessivamente arrabbiato. «Sono tra il sorpreso e l’amareggiato – ammette – c’è un’analisi che non solo per alcuni tratti non è condivisibile, ma sembra disegnare una presa di distanza definitiva di Cecotti». Spitaleri ricorda che «negli 8 mesi antecedenti alla candidatura di Giancarlo Tonutti, il centro-sinistra ha perseguito con testardaggine la coalizione con Cecotti, è ovvio che il risultato elettorale ci spinge all’analisi, ma l’erosione della memoria non consente di costruire nulla».
«Il risultato delle provinciali – assicura il capogruppo della Colomba, Michele Florit – non rappresenta la Caporetto, non mi sento di aderire alle considerazioni del sindaco dove danno un segnale di fine impero». La Colomba, infatti, ha chiesto un incontro con Cecotti e le altre forze di maggioranza per definire il programma da realizzare entro il 2008.
Piena solidarietà a Cecotti arriva, invece, dal capogruppo di Convergenza, Enzo Bassi: «Il Friuli – ripete – merita molto di più».