Si è spento a 90 anni Detalmo Pirzio Biroli

di MARIO BLASONI

Detalmo Pirzio Biroli, discendente del grande esploratore friulano Pietro Savorgnan di Brazzà, non è riuscito a coronare il suo sogno africano: riportare i resti mortali dell'illustre prozio da Algeri a Brazzaville, la città sorta nel 1884 e che ancora porta il nome del suo fondatore.
Dopo vari rinvii, dovuti ai ritardi nella costruzione del mausoleo, la traslazione avverrà il prossimo 15 giugno. Ma il professor Detalmo - che tanto si era prodigato in questi ultimi anni per coronare l'iniziativa - non potrà essere laggiù, sulle rive del fiume Congo, accanto ai presidenti francese Chirac e congolese Nguesso: l'altra sera, dopo una settimana di ricovero, si è spento al policlinico universitario dell'ospedale di Udine.
Il suo forte fisico, temprato dalle calure equatoriali e dalla fredde notti nel deserto, ha ceduto, questa volta senza possibilità di ripresa. Detalmo Pirzio Biroli aveva compiuto novant'anni lo scorso novembre, festeggiatissimo nel castello avito di Brazzà, dove nell'occasione aveva presentato il suo ultimo libro, una raccolta di grandi storie africane e friulane. E' stato, quello, il suo congedo, a conclusione di una vita lunga e romanzesca di docente e diplomatico, di studioso e viaggiatore mosso - come il prozio esploratore - da spirito di conoscenza e altruismo a favore delle popolazioni dell'amata Africa.
Nato nel castello di Brazzacco, nel 1915, Detalmo Pirzio Biroli portava il nome del nonno, che era uno dei 13 tra fratelli e sorelle di Pietro Savorgnan di Brazzà. Sua madre Idanna aveva sposato il capitano dei Lancieri di Novara Giuseppe Pirzio Biroli, noto sportivo (fu campione di tiro alla pistola alle Olimpiadi di Los Angeles del '34). Detalmo junior ha scelto anch'egli la cavalleria, scuola di Pinerolo, dopo essersi laureato in legge a Roma.
Nel 1936, grazie alla zia americana Cora Slocob, ha avuto la straordinaria esperienza (per quei tempi!) di un anno di studi in un college degli Stati Uniti. E nel 1940, pochi mesi prima che l'Italia entrasse in guerra, ha sposato Fey von Hassel, figlia dell'ex ambasciatore tedesco a Roma, Ulrich (che sarà fatto uccidere nel '44 da Hitler dopo il fallito attentato del 20 luglio), dalla quale ha avuto tre figli. Durante l'occupazione tedesca, Pirzio Biroli ha partecipato all'attività clandestina del Cln e, dopo la liberazione di Roma, è diventato segretario particolare del presidente del consiglio Parri.
Ha avuto incarichi anche all'Eni, come consigliere del presidente Mattei, al Consiglio d'Europa e nella gestione del Piano Marshall. Nel dopoguerra si è dedicato ai viaggi (Sahel, Mali, Senegal, dove è stato ambasciatore della Comunità europea) e alle ricerche storico-sociologiche sul continente africano. Più di recente ha insegnato alla facoltà di Scienze politiche di Trieste ed è stato consigliere economico del commissario Prodi alla Comunità europea. Da molti anni dedicava i viaggi, gli scritti, i contatti a una grande finalità: onorare la memoria di Pietro Savorgnan di Brazzà, del quale nel 2005 si compivano cent'anni dalla morte. L'anno scorso il grande esploratore è stato ricordato in Friuli, in Italia, in Francia e in Africa (numerosi gli interventi personali di Detalmo Pirzio Biroli), ma la cerimonia più importante, la traslazione dei suoi resti a Brazzaville - come si è detto - è stata rinviata al prossimo giugno.
All'inaugurazione del mausoleo, finalmente ultimato, saranno presenti i figli del professore, il dottor Corrado, già capo di gabinetto del commissario europeo all'agricoltura Fischler, e architetto Roberto. Corrado e Roberto, con la mamma Fey, erano accanto a Detalmo al momento del suo sereno trapasso. Gli è stata vicino fino all'ultimo anche Ginevra Serego Alighieri, pronipote della sorella di Pietro Savorgnan di Brazzà, Maddalena, e discendente di Dante. Detalmo Pirzio Biroli riposerà nella tomba di famiglia di Santa Margherita del Gruagno, accanto alla madre Idanna e alla figlia Vivien prematuramente mancata nel 1993. I funerali saranno celebrati lunedì, alle 15, nella cappella di San Leonardo del castello di Brazzacco.