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Eaton, i lavoratori approvano il contratto integrativo aziendale

MONFALCONE. È stata approvata con il voto praticamente di tutti i lavoratori (cinque astenuti e un contrario su 370 dipendenti) la proposta di piattaforma per il rinnovo del contratto integrativo aziendale della Eaton Automotive, piattaforma che è già stata presentata all’azienda da cui ora si attendono risposta e convocazione per la discussione.
«Siamo in ritardo, ma è stata una scelta precisa perché dovevamo capire quali prospettive desse l’azionista americano allo stabilimento monfalconese di via Bagni», spiega il segretario provinciale della Fiom, Paolo Liva, che ricorda come un anno fa circa si era sospesa la trattativa sindacale e come l’organico nel frattempo sia stato diminuito di 80 unità, ma si sia rivendicato il ripristino del turnover e siano stati fatti alcuni giorni di cassa integrazione ordinaria.
«Oggi finalmente ci sono idee più chiare su cosa vuole fare Eaton: un progetto di rinnovo aziendale quadriennale chiamato Phoenix, che dimostra come l’azionista punti sullo stabilimento monfalconese. Non sono fugati tutti i dubbi, ma vediamo uno spiraglio positivo», dice ancora Liva che spiega come le richieste del nuovo integrativo siano state fatte a misura di Phoenix, prevedendo un periodo di quattro anni e di seguire gli step del progetto di rinnovo. Il rilancio prevede investimenti, ma soprattutto la riorganizzazione dello stabilimento con riclassificazione dei lavoratori, miglioramento del layout e su ciò è stata calibrata la richiesta di aumenti salariali, «anche perché il mercato dell’auto dà timidi segnali di ripresa. L’obiettivo è quello di approvare la piattaforma senza fare alcuna ora di sciopero, ma con un confronto sereno con l’azienda. Se ciò non avvenisse, però – dice ancora –, potremo proseguire con iniziative più opportune. Credo però che come noi abbiamo colto le opportunità del progetto, anche l’azienda dovrebbe capire la nostra proposta».
Il segretario della Uilm, Claudio Cinti, ha evidenziato il valore dell’unitarietà della piattaforma sia da un punto di vista sindacale, sia dei lavoratori. La proposta tiene conto delle prospettive di investimenti organizzativi del lavoro e delle azioni tecniche strutturali da fare per dare un assetto più competitivo allo stabilimento sia sul mercato, sia all’interno dell’azienda stessa.
«Tenendo conto di ciò l’obiettivo è il riconoscimento della professionalità e l’inquadramento dei soggetti, per cui sono previsti percorsi precisi per migliorare la formazione», ha spiegato Cinti, ricordando che, oltre alle altre richieste, da un punto di vista economico è stato chiesto il consolidamento di ulteriori 40 euro sul nuovo gain sharing su base mensile e l’adeguamento a 1.000 euro della cifra semestrale sui risultati di stabilimento e l’adeguamento delle maggiorazioni sui turni.
È stato Gianpiero Turus segretario della Fim a evidenziare che la parte relativa a inquadramento, formazione e professionalità «riconosce la trasformazione prevista nei prossimi quattro anni e premia i lavoratori che parteciparanno al rilancio dell’azienda. Sono stati richiesti cambi di livello e premi di produttività».
Thomas Casotto a nome della Rsu ha definito “sostenibili” anche economicamente le richieste della piattaforma, visto che si parla di un futuro profitto quasi doppio di quello attuale.
Cristina Visintini