Sulle gobbe ecco Bormolini, livignasco "rigenerato" a Udine

di GUIDO SURZA

UDINE. Oggi, sulle gobbe del freestyle a Sauze d'Oulx, ci sarà anche un po' di Udine. Da tre anni, infatti, vive e studia qui il 19enne Walter Bormolini, che è sì un lombardo di Livigno, ma ha scelto Udine e il Friuli per cullare il sogno della sua vita: partecipare alle Olimpiadi. C'è riuscito, in questa Torino 2006.
Ma perché Udine? Perché qui c'è un gruppo di lavoro composto da un chirurgo traumatologo ortopedico e da uno staff di riabilitazione che per quattro volte l'hanno rimesso in piedi. Quattro volte negli ultimi tre anni: clavicola, piatto tibiale, appendice e milza. Sì, la milza, neanche fosse una sorta di maledizione visti i casi friulani di Marco Beltrame e Corinna Boccacini. Anche lei ha recuperato da due infortuni con il dottor Luca Marinato (che è medico della Nazionale) e il suo staff composto dal biomeccanico Freddy Romano – cividalese biolimpionico di freestyle a Nagano e Lillehammer –, da Daniele Degano e Andrea Gregorutti: tutti loro si occupano di riabilitare gli azzurri di freestyle e snowboard. Anche il sappadino di madre udinese Giacomo Kratter ha curato qui le fratture di polso e avambraccio.
Oggi dunque è il giorno di Bormolini: stando in Friuli per necessità, piano piano, Walter si è innamorato della città, del modo in cui è riuscito a risalire la china ogni volta, per tornare nella squadra nazionale, riprendere a gareggiare in coppa del mondo e, infine, conquistare l'Olimpiade.
Bormolini sta frequentando la quinta superiore all'istituto Volta di Udine, indirizzo turistico; vive a casa del dottor Marinato, che è diventato un papà putativo perché va pure al ricevimento dei professori a scuola. Proprio quella scuola che Walter, a 14 anni, aveva lasciato per andare a guadagnarsi qualche soldo facendo il garzone dal fabbro di Livigno (e per poter continuare ad allenarsi).
Un po' di numeri dell''udinese" Bormolini: altezza 180 centimetri, peso 82 chilogrammi, tifa Inter e dice di essere permaloso. Inizia con il freestyle a 7 anni con un semplice corso. Arrivano le prime vittorie in coppa Italia. Poi il salto in Coppa del mondo a Madonna di Campiglio nel dicembre 2002.
A voler elencare la sua cartella clinica ci vorrebbe l'autorizzazione per la privacy: per due volte si frattura il polso sinistro, poi quello destro ed entrambi i pollici. Dal 2003 a pochi mesi fa lo stillicidio che lo ha portato a scegliere Udine e lo staff del dottor Marinato, supportato anche dalla 'speranzosa fiducia" sul recupero da parte del direttore agonistico azzurro, il carnico Gianfranco Collinassi. «Mi ha indirizzato il dottor Marinato qui», ammette Walter parlando dal villaggio olimpico dove, tra un allenamento e l'altro, aspetta la gara della vita. «Ero un po' in difficoltà con la scuola – riprende – e a Udine ho trovato situazioni ideali. È una città che ai miei amici definisco come accogliente, adatta a uno studente e tanto più a uno studente sportivo come me».
Walter pensa all'università dopo la quinta: e pensa ancora a Udine. «I miei amici – ammette – non capiscono questa mia scelta di stare così lontano. Ma per me ogni infortunio operato e curato a Udine è stata una sfida, perché dopo la voglia di smettere è sempre scattata una molla».
Oggi i giochi per le medaglie non riguarderanno Walter. Ma se non avesse subìto tutti quegli infortuni? La sua risposta è ancora una volta onesta: «Medaglie non credo, ma appena dietro ai più forti forse sì».
Per questo motivo l''udinese" Walter Bormolini non vede lontani i Giochi Olimpici 2010. Avrà 23 anni, chissà.