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Affido condiviso, i figli a entrambi i genitori

ROMA. Bambini affidati “di regola” a entrambi i genitori e non più a uno solo, non più solo mamma o solo papà a prendere le scelte più importanti per i figli: dopo anni di attesa diventa legge l’affido condiviso nelle separazioni.
La commissione Giustizia e Infanzia del Senato ha varato le nuove norme che però non convicono. I più critici: Ds e associazioni dei padri separati.
La “bigenitorialità”. Dai figli non ci si separa: questa la premessa della legge che sancisce che «in caso di separazione il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi» e «di conservare rapporti con i parenti di ciascun ramo».
Affidati a mamma e papà. Da oggi il giudice «valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi». Può comunque disporre l’affidamento a un solo genitore «qualora ritenga che l’affidamento all’altro sia contrario all’interesse del minore». Mamma e papà potranno in qualsiasi momento chiedere l’affidamento esclusivo ma dovranno motivarlo.
Potestà a entrambi. La potestà sui figli ora viene esercitata non più da uno, ma da entrambi i genitori. Le decisioni su istruzione, educazione, salute saranno prese insieme, in caso di disaccordo decide il giudice. Ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito. Il giudice stabilisce, se necessario, la corresponsione di un assegno periodico che deve tener conto delle esigenze del figlio, del tenore di vita goduto prima della separazione, dei tempi di permanenza presso ciascun genitore, delle risorse economiche. Per figli maggiorenni non indipendenti economicamente può essere deciso il versamento di un assegno periodico.
La casa. La casa acquistata dalla famiglia spetterà, come prima, a uno dei coniugi in base all’interesse dei figli. Di nuovo c’è che il diritto al godimento della casa viene meno se l’assegnatario non vi abita stabilmente, se convive o si risposa. Inoltre se uno dei coniugi cambia domicilio, l’altro può chiedere la ridefinizione degli accordi.
Le sanzioni. In caso di gravi atti nei confronti dei figli è previsto il risarcimento danni per il minore o l’altro genitore oltre a una sanzione che da 75 a 5 mila euro a favore della Cassa ammende.
Padri separati delusi. «Si tratta di una riforma più culturale che di contenuto. Non cambierà nulla. Ci turiamo il naso, ma ringraziamo lo stesso». E’ al contempo soddisfatto e deluso Giogio Ceccarelli, presidente dell’associazione “Figli negati” e fondatore del movimento “Armata dei padri”. Per Ceccarelli la nuova legge «ha di buono che il figlio diventa soggetto di diritti e non più oggetto dei diritti dei genitori, che finalmente il bambino si vede garantito il diritto di vedere i nonni e i parenti più stretti, che la ex moglie perde la casa se si risposa o convive». Per il resto «la bigenitorialità è solo un nome nuovo dato a qualcosa che è già sancito», «il giudice ha la stessa discrezionalità di ieri su affidamento, casa e mantenimento» e «il vuoto più grande è la mancanza di una sanzione severa che scoraggi il genitore inadempiente. Oggi per il reato di sottrazione di minore rischi meno che se rubi una mela al supermercato».
Monica Viviani