31 dicembre 2005 —
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sezione: Attualità
ROMA. Aperta, a Bologna, la caccia al banchiere cooperativo perfetto. Il successore di Giovanni Consorte dovrà godere della fiducia del movimento, della sinistra, delle coop-colosso dei consumatori, dei servizi e delledilizia e, non ultimo, di quella del neogovernatore di Bankitalia Mario Draghi. Sempre che vinca il partito dei cooperatori banchieri. Dovesse prevalere quello dei cooperatori solidali, la lunga marcia di Unipol su Bnl potrebbe dissolversi. Ipotesi, questa, ampiamente minoritaria e lontana da ogni previsione, anche se gode di autorevoli estimatori come il presidente della Regione Toscana Claudio Martini.
Un candidato per la poltrona di Via Stalingrado cè, e assai forte. Pier Luigi Stefanini, presidente di Coop Adriatica (super e ipermercati, 8 mila dipendenti, 759 mila soci) e soprattutto presidente di Holmo, holding di controllo di Unipol, e regista delluscita di Consorte e del suo vice Ivano Sacchetti. Stefanini con i soldi ci sa fare.
Coop Adriatica, nel 2003, ha incassato 1,7 miliardi di euro di vendite nei supermercati e 1,6 miliardi di euro dal prestito sociale da 188.098 soci prestatori. Di fatto, una banca dinvestimento di ottimo livello.
Il nome di Stefanini lo fa fatto, ufficialmente, Giampiero Calzolari, presidente di LegaCoop Bologna. Con qualche prudenza politica, per rassicurare gli scettici: «Trovo opportuno spezzare i ruoli di presidente e amministratore delegato e rivedere il sistema da Holmo Ariete fino a Finsoe e Unipol». Mai più, insomma, tanto potere a un uomo solo e un bel colpo di caterpillar allarchitettura finanziaria partorita dalla mente di Consorte.
La sinistra, in particolare lambiente dei Ds, è attraversata da trattative e condizioni pregiudiziali. Una polemica aspra ha opposto Giorgio Napolitano a Luciano Violante, con intervento di Emanuele Macaluso. Napolitano e Macaluso chiedono coraggio per svuotare gli armadi dagli scheletri. Violante non vede la necessità di pulizie perché non ci sarebbe nulla da pulire. La Cgil, con Beniamino Lapadula, della Fondazione Di Vittorio, invoca consiglieri indipendenti nei cda delle grandi coop, come è dobbligo nelle società quotate. Daccordo, ovviamente, Sergio Cofferati, sindaco di Bologna.
Non è improbabile prevedere un ingresso nel gioco, forse già avvenuto, della Margherita, partito di riferimento di Luigi Abete, presidente Bnl. Perché il nocciolo di tutto resta listituto bancario di Via Veneto. Unipol ne possiede già il 50 per cento (ottenuto con lacquisto delle quote degli immobiliaristi furbetti). Per esercitare questa maggioranza deve però avere il via libera da Bankitalia e fare unOpa (unofferta pubblica di acquisto). Così prevede la legge che porta il nome del neogovernatore.
La Lega Coop ha chiesto a Draghi di decidere in fretta. In caso di risposta negativa lofferta pubblica deve diventare di vendita e questo rimetterebbe in gioco gli spagnoli del gruppo bancario Bbva, assistiti in tutta la faccenda dalla banca daffari Goldman Sachs. Che per inciso è stata il datore di lavoro di Mario Draghi fino a tre giorni fa.
Lucia Visca