MONFALCONE. In queste settimane la città ha seguito con apprensione la vicenda AsiRobicon e il tentativo della cordata italiana di presentare una buona offerta in grado di competere con quella del fondo Patriot già formalizzata a New York. Tentativo che non è approdato a nulla, creando ulteriori timori sul futuro dellazienda, il cui stabilimento monfalconese occupa 400 persone. "Costruire la cordata cosiddetta italiana non sarebbe stata automatica garanzia di aggiudicazione del gruppo Asi, ma dimostrazione di una chiara e convinta volontà di difendere lindustria presente in Italia, partecipando alla gara nel contesto di una reale politica industriale- commenta Gianluca Trivigno consigliere comunale dei Democratici di Sinistra - La notizia del fallimento di questo tentativo è, a mio avviso, incomprensibile perché lazienda in questione ha un capitale economico alto e quindi buone potenzialità di produrre nel tempo flussi positivi di reddito". Secondo Trivigno il rimpallo di responsabilità tra Imesa e Friulia risulta, a questo punto, fastidioso in quanto inutile al raggiungimento dellobiettivo "e utile solo alle speculazioni di certi politici.
Proprio leggendo le valutazioni di esponenti del centrodestra mi chiedo quale sia stato il loro impegno a livello nazionale per contribuire a colmare il vuoto lasciato dal privato attraverso i soggetti Fincantieri e Finmeccanica". A livello regionale ritiene necessaria, comunque, una riflessione seria sullefficacia degli strumenti pubblici di sostegno alleconomia, che devono, se necessario, andare oltre le valutazioni privatistiche per raggiungere obiettivi di pubblico interesse. "Non si capirebbe, altrimenti - dice Trivigno - come mai tali enti devono essere ancora pubblici. Mi auguro che i nuovi proprietari di AsiRobicon abbiano buone intenzioni e contribuiscano a rafforzare la presenza industriale a Monfalcone».