di TOMMASO CERNO
La Corte di conti indaga su circa 600 mila euro di consulenze e contratti a termine della Provincia di Udine. Il 2 maggio la Procura della magistratura contabile di Trieste ha chiesto allente chiarimenti su diverse voci, dalla comunicazione al turismo: il termine formale per la risposta scade oggi. La Corte conferma lavvio della procedura, che riguarda una serie di spese e di assunzioni di personale in vari settori: si va dalla comunicazione ai sondaggi, alla pubblicità, ma soprattutto a consulenti esterni che affiancano i dipendenti previsti dalla pianta organica. Il termine fissato dalla Corte per ottenere le spiegazioni di palazzo Belgrado e valutare eventuali azioni future era di 30 giorni.
Il caso delle consulenze era scoppiato lo scorso febbraio, quando la minoranza di centro-sinistra aveva fatto i conti di quanto speso dalla giunta Strassoldo e di quanto previsto per il 2005. Dai rilievi della minoranza, si era giunti a concludere che complessivamente sono stati conteggiati circa 570 mila euro per le consulenze, suddivisi in diverse voci. Di questi 160 mila euro, avevano denunciato i Ds, sono stati spesi per gli addetti dellufficio stampa, 70 mila per la rivista trimestrale, i finanziamenti per sostenere il friulano, varie inserzioni pubblicitarie. Oltre 15 mila euro erano invece stati utilizzati per sondaggi sul gradimento del presidente e dellamministrazione di centro-destra.
Alle critiche politiche, lanciate allora dal diessino Ermenegildo Toso, che aveva parlato di «sponsorizzazione dei comitati referendari per il no alla provincia della montagna in concomitanza con il referendum», si aggiunge ora la verifica formale della magistratura contabile, che ha confermato di avere inviato la richiesta di chiarimento e di avere posto il termine di un mese per ottenere risposta. Termine che potrebbe tuttavia subire uno slittamento in caso di necessari approfondimenti dei dirigenti che stanno compilando la risposta.
La Corte sta valutando anche lutilizzo dei collaboratori fuori pianta organica, che allepoca della polemica eranon stati stimati in 17 dai consiglieri di maggioranza, mentre lopposizione parlava di «37 contratti in molti settori, dagli uffici del turismo, alla comunicazione, al lavoro, al comparto socio-assistenziale, alle solidarietà sociali, ai beni culturali, allufficio per il friulano, allufficio per le comunità germanofone, al comparto dellambiente».
Nel mirino dei Ds erano finiti anche «otto dipendenti assunti con il cosiddetto spoils system fino alla scadenza del mandato della maggioranza attuale, altri 12 assunti a tempo determinato e circa unaltra ventina con contratti di collaborazione». Un polverone, cui si erano aggiunte anche le critiche e le richieste di chiarimento dei sindacati, che ha convinto la Procura della Corte dei Conti a intervenire, inviando la richiesta di chiarimenti alla Provincia.