De Andrè contro le leggi del branco Un cantautore più attuale che mai

Fabrizio De Andrè: nasce a Genova il 18 Febbraio 1940. Poco prima di finire la facoltà di legge abbandona gli studi per seguire la sua vocazione musicale. Muore l'11 Gennaio 1999, all'istituto dei tumori di Milano.
Ma chi era quest'uomo? Lui era un cantastorie e, come tutti i più grandi poeti d'ogni tempo, ha trovato nell'amore, nelle donne, in "eroi" e "eroine" temi degni d'essere cantati. Pur facendo parte di questi grandi poeti trova comunque il modo d'isolarsi e di distinguersi, di fuggire dal luogo comune. Infatti i protagonisti delle sue canzoni (non rispecchiano le belle caratteristiche degli eroi che conosciamo) sono briganti, assasini, ladri, suicidi, nomadi e prostitute, persone completamente fuori dagli schemi, al contrario dei "benpensanti" dei quali ne mostra i limiti. Fabrizio De Andrè narra le storie di queste persone senza mezze parole, giudizi, moralismi e ipocrisie dalle quali la nostra società è tuttavia colpita.
Lui era uno spirito libero, che urlava la sua libertà e nel suo grido si può ancora percepire l'eco d'un allarme. A gran voce mette sull'attenti contro la tracotanza del potere, qualsiasi poter poichè esso è in grado di provocare una dipendenza nell'essere umano e distruggerene l'umanità.
Il suo messaggio va anche contro le "leggi del branco", invitando così ognuno a ragionar con la propria testa perchè solo quando ci si stacca dall'opinione comune si arriva a donare il proprio punto di vista creando in tal modo una visione della realtà nelle sue sfaccettature.
Nelle canzoni di Fabrizio, frutto dei suoi profondi raggionamenti, si può sentir parlare anche il "filosofo". Egli, infatti, possiede una sua linea di pensiero marcatamente propria e non teme di sbandare; grazie a questa individua una possibile via (fatta) di giustizia, di libertà fondata su buoni valori e come un buon maestro c'è la mostra senza imporre di imboccarla.
Il cantastorie genovese unisce alle sue preziose melodie e ai suoi concetti pregni di significato, uno stile poetico ed, originale nel rappresentare una dolce e cruda realtà sul cui sfondo malinconico si notano pennellate di sarcasmo con sfumature di ironia.
Non credo di sbagliare se scrivo che Fabrizio De Andrè è stato uno dei più illustri cantanti a mettere in musica un nuovo pensiero, che si fa terrazza dalla quale vedere il mondo in un'altra diversa prospettiva.
Aura Longo
liceo classico Uccellis