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Già commessi oltre mille furti nei primi due mesi dell’anno

Ben 1.011 furti in due mesi: sono quelli denunciati dai pordenonesi, a gennaio e febbraio, alle forze dell’ordine, ovvero carabinieri, polizia, guardia di finanza. Il dato non comprende, naturalmente, tutti i furti che i cittadini non hanno denunciato. Ma acchiappare i presunti responsabili resta sempre una chimera: soltanto 9 i denunciati quali presunti autori di alcuni di quelli, 4 gli arrestati e 4 denunciati quali presunti responsabili di furti compiuti nel periodo precedente a quello analizzato. Il 2005 non si apre, insomma, secondo i migliori auspici tanto che il trend non sarebbe in diminuzione rispetto all’anno precedente quando, complessivamente sono stati denunciati ben 6.493 furti. La caccia all’uomo, nel complesso, sempre nel 2004 è stata discreta: 131 persone denunciate, 24 arrestate, 155 delitti “smascherati”.
Adesso le forze dell’ordine puntanto a mettere ordine alle rapine, 69 quelle registrate lo scorso anno e 15 quelle dei primi due mesi del 2005.
Gli inquirenti contano di smascherare i presunti responsabili soprattutto attraverso innovativi sistemi di videosorveglianza. E’ capitato: rapina in banca, gli inquirenti che guardano la registrazione delle immagini e non trovano traccia dell’evento. Perché si era rotta la cassetta, perché il congegno non funzionava o il nastro registrava male. E’ capitato, naturalmente, anche l’opposto. Ma, da oggi, non dovrebbe succedere più grazie al protocollo d’intesa firmato tra i rappresentanti di 27 istituti di credito della provincia di Pordenone, l’Abi, l’organismo che raccoglie tutte le sigle bancarie, la Banca d’Italia e la Prefettura di Pordenone: nell’adottare i sistemi di sicurezza, le banche dovranno seguire la stessa procedura e provvedere, con fondi propri, alla manutenzione degli stessi congegni.
«Agli istituti bancari – spiega il prefetto Vittorio Capocelli – sono state date le stesse e precise indicazioni per rendere le riprese di videosorveglianza utili per le indagini, alcune volte poco visibili, dando allo stesso tempo l’imput per dotare tutti gli istituti di sistemi di videosorveglianza per ragioni di sicurezza esterne e interne e usandole ai fini istituzionali e secondo le linee indicate dal garante». L’intesa, alla presenza del prefetto, del Procuratore della repubblica presso il Tribunale e dei responsabili delle forze dell’ordine, è stata firmata da molti istituti: Banca di Cividale, Banca Intesa, Monte Paschi, Popolare di Verona e Novara, Bipop, FriulAdria, Unipol, Unicredit, Popolare di Vicenza, FriulCassa, Veneto Banca, AntonVeneta, Banca di Roma, Bnl, Banco di Brescia, Banca di Credito cooperativo Pordenonese e San Paolo-Imi. L’accordo sarà esteso al resto delle banche attraverso l’Abi. E dovrebbe consentire di smascherare più facilmente eventuali malintenzionati che, sempre più spesso, contano di trovare negli sportelli bancari una facile preda economica.
Enri Lisetto