Messaggero Veneto — 04 marzo 2005
pagina 04
sezione: UDINE
E solo questione di ore nei Democratici di sinistra per lelezione del nuovo segretario cittadino. A sostituire Ilaria Martinis, che si ritira per motivi personali, sarà con ogni probabilità Agostino Maio, 40 anni, responsabile della didattica alluniversità di Udine e consigliere comunale di Sinistra per il Friuli. A chi lo crede un neofita della politica e della sinistra udinese, Maio risponde con storia e passione. Iscritto dagli anni 80 al Pci, è stato addirittura segretario di sezione prima della caduta del muro di Berlino. Poi, con la tessera in tasca, ha dedicato meno tempo alla politica attiva per una decina danni. Riformista con pedigree, dunque, è tornato in campo nel giugno 2003, come candidato della lista Ds-Verdi alle comunali e da allora siede in consiglio. Nessun avversario, almeno ufficiale, per la guida dei Ds. Dopo voci, appetiti e rincorse al consenso interno i papabili si sono ritirati, lasciando campo aperto a un rappresentante della mozione Fassino che a Udine, come in provincia, supera l80% dei consensi.Lunico nodo alla candidatura di Maio era il doppio incarico di segretario e consigliere. Nodo risolto: «Quando mi è stata proposta la candidatura dice lidea del partito è stata quella di attuare in questa fase una maggiore sinergia tra la segreteria politica e lamministrazione cittadina. In città siamo al governo e Udine dovrà giocare un ruolo centrale alle elezioni provinciali e politiche per cui un legame forte tra partito e Comune è quanto mai necessario». Il congresso spazierà dal ruolo istituzionale, al rapporto tra autonomisti e diessini, al sostegno a Cecotti e Illy così come allalleanza in via di miglioramento tra Quercia e Rifondazione in uneventuale coalizione allargata. Dalle aperture in consiglio comunale, dove Rc non ha bocciato il bilancio ma si è astenuta, così come dalle parole di apprezzamento del neo-segretario Chino Calligaro ai rapporti migliori con Cecotti, è facile prevedere che al congresso diessino si affronterà il tema di una sinistra di governo che guarda alla Gad e allUnione di Prodi e che punta allallargamento dellalleanza dei riformisti.«Rimarcheremo in maniera chiara dice Maio e in senso positivo lalleanza con Cecotti e con i friulanisti che in questi due anni sta producendo risultati». Così come la necessità di un capoluogo forte e ascoltato che, pur sostenendo la giunta regionale guidata da Riccardo Illy, punta a una maggiore autonomia territoriale come garanzia di riforme e di buon governo. Un programma in linea con la relazione programmatica di Carlo Pegorer, segretario regionale dei ds da poco confermato, che dimostra lunità del partito a Udine dopo la segreteria di Vincenzo Martines (oggi vicesindaco e uomo forte della Quercia cittadina) e quella di Ilaria Martinis, il cui ritiro non pare avere risvolti politici ma soltanto di scelta personale.Se in superficie tutto luccica, come nelle migliori famiglie anche i Ds di panni sporchi da lavare ne hanno. E lunità interna non è un monolite. Non è un mistero che la scelta di Maio scontenta qualcuno, né che il ritiro di alcuni candidati in pectore sia stato favorito dalla compattezza dei big provinciali e regionali che, dopo lassise di Cervignano, non intendevano riaprire ferite proprio nel capoluogo. Il 2005 sarà, dunque, lanno chiave e la pagella di due anni di governo cittadino, secondo i diessini, rappresenterà il miglior biglietto da visita per contribuire alla vittoria del centro-sinistra in provincia di Udine alle prossime elezioni. Così come il compito che i Ds si assumono, assieme agli alleati del centro-sinistra, è quello di dare unanima e un significato politico allazione condotta sotto la guida di Cecotti. (to.ce.)