Politica in lutto per Martino Scovacricchi

" " UDINE. È morto Martino Scovracricchi, a lungo sottosegretario e parlamentare del Psdi, uno dei politici friulani più popolari del dopoguerra. Aveva 83 anni. Il decesso è avvenuto l'altro ieri alle 23.40 nella Fondazione Muner de Giudici, a Lovaria di Pradamano, dove era ricoverato da tempo. Al momento del decesso era assistito dal figlio Tiziano. Scovacricchi era sofferente dal 4 febbraio di due anni fa, quando fu colpito da un ictus celebrare. Da allora le sue condizioni di salute sono state sempre seriamente compromesse. Lascia la moglie Giustina Tessitori e i figli Roberto e Tiziano. I funerali saranno celebrati martedì, alle 14, nella chiesa dei Cappucccini di via Ronchi. Cordoglio e profonda commozione ha suscitato la scomparsa del parlamentare. Ex sottosegretario e parlamentare, era considerato uomo brillante, profondamente radicato nel suo ambiente, amante delle belle lettere, nel commosso ricordo tracciato da chi gli fu vicino nell'attività politica.
Studioso, combattente e deportato nei lager nazisti durante il secondo conflitto mondiale, fu invalido di guerra insignito con tre Croci al merito di guerra. Eletto alla Camera per il Psdi in quattro legislature nella circoscrizione Udine-Belluno-Gorizia-Pordenone, è stato un esponente di primo piano della socialdemocrazia italiana. Più volte deputato, ricoprì ha ricoperto l'incarico di segretario della Camera dei Deputati e di sottosegretario alla Difesa. Profondamente radicato nel suo ambiente, studioso e appassionato insegnante di lettere all'istituto Malignani di Udine, venne nominato cavaliere di Gran Croce dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
Come si accennava, Scovacricchi fu internato nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale. Fu infatti catturato in Spagna dopo l'8 settembre in Grecia. Tornò a casa – è il ricordo dei suoi familiari – che pesava a malapena 38 chili. Oltre che insegnante di lettere fu anche giornalista.
Un tratto saliente della sua carriera politico-giornalistica – ricorda il figlio Tiziano – sta nel fatto che era un profondo e scrupoloso conoscitore dei Paesi dell'Est, quando ancora esisteva la Cortina di ferro e pochi erano a conoscenza della realtà di quei Paesi.
Di lui, l'amico Gianfranco Cosatti, ricorda l'amicizia, l'umanità e la capacità di ascolto. I due si erano conosciuti negli anni della gioventù federalista. Era il 1951. «Martino – dice – era molto caritatevole senza farlo notare. Il dialogo e gli argomenti che usavamo erano spesso dedicati all'Europa, agli ideali del Risorgimento. Ma al di là di questo, la nostra era un'amicizia vera, sentita». Scovacricchi era anche presidente del Piccolo teatro Città di Udine. cosa che gli valse l'amicizia con molto personaggi dell'ambiente a cominciare da Rodolfo Castiglione e dai tanti attori.
Martino – ricorda ancora Cosatti – entrò in politica nell'immediato dopoguerra. Lui socialdemocratico; io repubblicano, ma il nostro fu sempre un rapporto franco. Fu sempre uno strenuo difensore del Movimento federalista europea, di cui fu fondatore nell'immediato dopoguerra assieme ad altri personaggi tra cui il farmacista Guido Commesatti. «Alle frontiere di tutta Europa – ricorda ancora l'amico –, nella terra di nessuno, furono diverse le manifestazioni cui partecipò».
«L'ultima volta – dice ancora Cosatti – l'ho visto la vigilia del decesso, era molto sofferente. Mi ha fatto un piccolo cenno con la mano, uno dei pochi gesti che gli riusciva da quando era rimasto paralizzato per mezza vita. Aveva soltanto gli occhi attenti e il saluto della mano. Talvolta si atteggiava al pianto senza emettere suoni. Credo che abbia sofferto molto in questi due ultimi anni. Peccato davvero, doveva essere un'operazione semplice e invece per lui si è trasformata in calvario durato due anni».