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Provincia, consulenze per 600 mila euro

di PAOLO MOSANGHINI L’amministrazione provinciale nel 2004 ha speso 600 mila euro in collaborazioni esterne. Diverse le voci: si va dalla comunicazione ai sondaggi, alla pubblicità, ma soprattutto a consulenti esterni che affiancano i dipendenti già previsti dalla pianta organica. La minoranza di centrosinistra ha fatto i conti di quanto ha speso lo scorso anno la Giunta Strassoldo e di quanto prevede di spendere nel 2005. «Abbiamo fatto una verifica sul 2004 e rilevato che alcuni voci si ripetono nel 2005, per un totale di circa 600 mila euro», dice Ermenegildo Toso, consigliere provinciale dei Ds. «Complessivamente sono stati conteggiati circa 570 mila euro per le consulenze, suddivisi in diverse voci», illustra il consigliere provinciale dei Ds Toso, che ha passato al setaccio il bilancio 2004. E fa l’elenco dei costi: «Centosessantamila euro per gli addetti dell’ufficio stampa, 70 mila euro per la rivista trimestrale, i finanziamenti per sostenere il friulano, varie inserzioni pubblicitarie – elenca –. Oltre 15 mila euro sono stati spesi per sondaggi sul gradimento del presidente e dell’amministrazione di centrodestra». L’esponente della minoranza continua ancora nelle puntualizzazioni: «La Giunta provinciale ha “sponsorizzato” i comitati referendari per il “no” in concomitanza con il referendum sulla provincia della montagna. In quel caso 30 mila euro sono andati in pubblicazioni relative a questo tema. E altri 60 mila per la campagna pubblicitaria “Benvenuta Slovenia”, relativa all’allargamento dell’Unione europea».
Toso annuncia: «Non è finita qui, tireremo fuori anche gli altri dati. Secondo la maggioranza i collaboratori fuori dalla pianta organica sono 17; a noi, invece, risultano 37, con contratti in molti settori». Tanto per fare qualche esempio, il consigliere diessino cita contratti di collaborazione negli uffici del turismo, della comunicazione, del lavoro, nel comparto socio-assistenziale, delle solidarietà sociali, dei beni culturali, nell’ufficio per il friulano (5 addetti), nell’ufficio per le comunità germanofone, nel comparto dell’ambiente.
«Otto dipendenti sono stati assunti con il cosiddetto “spoils system” fino alla scadenza del mandato della maggioranza attuale, altri 12 sono assunti a tempo determinato e circa un’altra ventina con contratti di collaborazione. Tutte queste spese non sono inserite nei 570 mila euro del 2004, ma vanno aggiunte», conclude Toso.
Un polverone è stato alzato anche dai sindacati. Infatti, l’incremento nel bilancio 2005 è stato imputato al costo del personale. Immediata la risposta. La Cgil Funzione pubblica sostiene che, invece, «i soldi sono stati spesi in altro modo. A primavera si giocò con un referendum l’unità della Provincia di Udine. L’amministrazione tentò in ogni modo di bloccare la consultazione con ricorsi su ricorsi, persi. Non tutti sanno però che mentre gli operai della Seima, quelli della Cartiera di Moggio, solo per citare i due casi più eclatanti, lottavano per il loro posto di lavoro, a palazzo Belgrado si mettevano in campo risorse umane e finanziarie per vincere il referendum e bloccare la costituzione della provincia dell’Alto Friuli. Furono assunti a tempo determinato due giornalisti, si finanziarono comitati per il no, si investirono fondi (pubblici) per spot e campagne d’informazione per promuovere la Direzione provinciale della Montagna (peccato che la Provincia di Udine l’avesse istituita già diversi anni or sono). Le risorse spese solo per incarichi furono importanti poiché superano i 40 mila euro», conclude la Cgil.