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Udinese nel consorzio contro le grandi

di PIETRO OLEOTTO C’è anche l’Udinese tra le dieci società (undici se entrerà, come sembra, anche il Chievo) che da ieri si sono unite in consorzio per vendere in blocco i diritti internet e Umts, per i telefonini dell’ultima generazione, quelli che ricevono anche i video. E che potrebbero cedere insieme anche le partite che saranno trasmesse dal digitale terrestre. Il club bianconero, tuttavia, rappresentato in Lega calcio dall’avvocato Stefano Campoccia, parteciperà al consorzio in una posizione che può essere definita marginale, visto che ha già firmato un contratto (di sei anni) da circa 600 mila euro a stagione con Vodafone per l’Umts e che con Mediaset, come ha confermato il presidente Soldati, i contatti non sono ancora contratti, ma si sta trattando individualmente per il digitale terrestre. Atalanta, Bologna, Brescia, Cagliari, Fiorentina, Lecce, Livorno, Palermo e Sampdoria. Sono queste le compagne dell’Udinese nella “cooperativa del pallone”, le società che venderanno il proprio prodotto – le partite – in blocco. Un progetto sul quale ha lavorato a lungo il numero uno della Fiorentina, Diego Della Valle, con la collaborazione del collega del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara. Si tratta dello stesso gruppo che pretende maggiori garanzia e tutela dalla presidenza della Lega e che – chi più, chi meno – critica l’operato del presidente uscente (e vice presidente del Milan), Adriano Galliani.
Al di là di questo, bisogna dire che l’Udinese non parteciperà in toto all’attività “di gruppo”. L’avvocato Stefano Campoccia (già braccio destro di Enrico Preziosi a Como e al Genoa, ora consulente dei Pozzo) ha aderito al consorzio ben sapendo che il club friulano non potrà cedere una seconda volta quello che ha già ceduto nel 2004, quando firmò con Vodafone un contratto di oltre tre milioni e mezzo fino al 2010 per permettere la trasmissione delle partite via telefonino.
Non solo: il presidente Franco Soldati ha confermato proprio ieri che, per quanto riguarda il digitale terrestre, la nuova tecnologia che diverrà antagonista dal satellite, «i contatti con Mediaset ci sono anche se non sono ancora dei contratti». In pratica l’Udinese è ancora dell’idea di cedere individualmente i propri diritti tv, così come ha fatto con Sky per la pay-per-view sempre lo scorso anno, quando firmò un accordo fino al 2007 per oltre undici milioni di euro a stagione. L’idea è quella di attendere gli sviluppi del campionato in corso per far crescere quello che può essere definito l’appeal sportivo dell’Udinese che, in caso di un piazzamento prestigioso, potrebbe incidere non poco sugli equilibri della serie A a livello di risultati. Insomma, nelle speranze dell’Udinese, le piattaforme del digitale terrestre potrebbero anche innescare una sorta di asta per garantirsi i diritti dei bianconeri, sempre più ago della bilancia nella lotta al vertice.
E il consorzio contro le grandi? «Per noi potrebbe servire essenzialmente per la cessione dei diritti internet», ha concluso Soldati.