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Presto la nuova sede per il Distretto sanitario

PORCIA. Ufficio sanitario e consultorio familiare sono chiusi da tempo. Molti certificati per i quali si continua ancora a pagare non vengono più erogati. Condizioni che hanno spinto la lista civica del capogruppo Alessandro Moras a intraprendere trattative affinchè resti in funzione il distretto sanitario di Porcia, una città dove risiedono più di mille anziani.
Tra le proposte la vendita dell’attuale sede del distretto e il trasferimento presso il centro socio-assistenziale di via della Risorgive, un’ipotesi che l’Azienda sanitaria sta valutando. In corso infatti ci sarebbero delle trattative e lo stesso Moras ha da poco incontrato il responsabile del distretto, il dottor Gabrielli, che avrebbe espresso la massima disponibilità a venire incontro alle esigenze dei cittadini di Porcia. «L’argomento che ci più sta a cuore – ha sottolineato Moras – è la situazione del distretto sanitario che da luglio ha visto trasferire i servizi da Porcia a Pordenone». Argomento su cui venne presentata un’interpellanza. «Il problema sollevato dalla lista Tutti per Porcia tramite un’interrogazione al sindaco il 13 agosto ha portato ad un incontro tra i capigruppo e il responsabile dottor Gabrielli». In particolare Moras ha sottolineato che «sono stati messi nero su bianco i servizi che c’erano fino al 31 dicembre 2001 e quelli che oggi ci sono. Si nota che ad oggi l¹ufficio sanitario e il consultorio non sono più operativi: certificati patente, certificati sana e robusta costituzione, certificati porto d’armi, vaccinazioni pediatriche, ambulatorio ginecologico, pap test ora non si fanno più a Porcia ma si paga lo stesso come se ci fossero. E’ stato assodato che non c’é stata informazione in merito sullo spostamento del distretto. La sensazione – ha continuato il capogruppo – è che tutte le forze politiche condividano la necessità di potenziare il distretto sanitario. E su questa linea condivisa Gabrielli ha dato completa disponibilità alle idee e probabili soluzioni che vadano verso questa linea. Siamo fiduciosi».
Un’alternativa già ci sarebbe. «L’appuntamento per continuare i lavori e fissato per febbraio – ha annunciato Moras – ma noi abbiamo già sottolineato la necessità di investire in conto capitale per dare fin da subito strutture nelle quali poi fare i servizi e allora, se le risorse finanziarie sono sempre più limitate, proponiamo all’Ass6 di vendere gli stabili in piazza Remigi a Porcia». Con lo scopo di «dare risorse finanziarie al distretto e ampliare la struttura di via delle Risorgive. Si prenderebbero due piccioni con una fava il distretto avrebbe maggiori risorse e la piazza un incremento e ripopolamento a fronte dell’annoso dibattito sul centro storico abbandonato».
Alessandro Sellan

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