04 gennaio 2005 —
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sezione:
Pordenone
PORCIA. Ufficio sanitario e consultorio familiare sono chiusi da tempo. Molti certificati per i quali si continua ancora a pagare non vengono più erogati. Condizioni che hanno spinto la lista civica del capogruppo Alessandro Moras a intraprendere trattative affinchè resti in funzione il distretto sanitario di Porcia, una città dove risiedono più di mille anziani.
Tra le proposte la vendita dellattuale sede del distretto e il trasferimento presso il centro socio-assistenziale di via della Risorgive, unipotesi che lAzienda sanitaria sta valutando. In corso infatti ci sarebbero delle trattative e lo stesso Moras ha da poco incontrato il responsabile del distretto, il dottor Gabrielli, che avrebbe espresso la massima disponibilità a venire incontro alle esigenze dei cittadini di Porcia. «Largomento che ci più sta a cuore ha sottolineato Moras è la situazione del distretto sanitario che da luglio ha visto trasferire i servizi da Porcia a Pordenone». Argomento su cui venne presentata uninterpellanza. «Il problema sollevato dalla lista Tutti per Porcia tramite uninterrogazione al sindaco il 13 agosto ha portato ad un incontro tra i capigruppo e il responsabile dottor Gabrielli». In particolare Moras ha sottolineato che «sono stati messi nero su bianco i servizi che cerano fino al 31 dicembre 2001 e quelli che oggi ci sono. Si nota che ad oggi l¹ufficio sanitario e il consultorio non sono più operativi: certificati patente, certificati sana e robusta costituzione, certificati porto darmi, vaccinazioni pediatriche, ambulatorio ginecologico, pap test ora non si fanno più a Porcia ma si paga lo stesso come se ci fossero. E stato assodato che non cé stata informazione in merito sullo spostamento del distretto. La sensazione ha continuato il capogruppo è che tutte le forze politiche condividano la necessità di potenziare il distretto sanitario. E su questa linea condivisa Gabrielli ha dato completa disponibilità alle idee e probabili soluzioni che vadano verso questa linea. Siamo fiduciosi».
Unalternativa già ci sarebbe. «Lappuntamento per continuare i lavori e fissato per febbraio ha annunciato Moras ma noi abbiamo già sottolineato la necessità di investire in conto capitale per dare fin da subito strutture nelle quali poi fare i servizi e allora, se le risorse finanziarie sono sempre più limitate, proponiamo allAss6 di vendere gli stabili in piazza Remigi a Porcia». Con lo scopo di «dare risorse finanziarie al distretto e ampliare la struttura di via delle Risorgive. Si prenderebbero due piccioni con una fava il distretto avrebbe maggiori risorse e la piazza un incremento e ripopolamento a fronte dellannoso dibattito sul centro storico abbandonato».
Alessandro Sellan