Messaggero Veneto — 20 dicembre 2004
pagina 16
sezione: GORIZIA
MONFALCONE. Trenta minuti per provare a crederci, dieci minuti per rendersi conto che finalmente questa Scame comincia a piacere. Cinque, infine, per rendersi conto che 34 palle perse sono un po troppe per farla franca contro un quintetto con le idee chiare come il Rho.Dopo un tempo supplementare, infatti, la Scame di Claudio Ardessi ha dovuto alzare bandiera bianca (66-63) contro la forte formazione lombarda, una squadra che per tutti e quarantacinque i minuti di partita è rimasta incollata alle padrone di casa, troppo ingenue e gravate di falli per condurre le danze anche nel finale. Tutto, comunque, è stato deciso dagli episodi, da un modo di fare che durante larco della partita ha visto Monfalcone provare a dire la sua per quasi lintero arco dei quattro quarti di gioco. Una volta arrivati al dunque, però, alcune giocatrici gravate dai falli e qualche tiro libero sbagliato nel momento in cui bisognava ribadire la distanze tra le due squadre, hanno finito per decidere la partita.«Sono contento per i progressi fatti vedere dal mio gruppo da quindici giorni a questa parte ha spiegato il tecnico Ardessi , ma sono deluso dal fatto che non siamo riusciti a fare delle normali cose che qualsiasi squadra di questo mondo fa quando è pressata. Cosa? Semplice: non perdere la palla, ma, soprattutto, non farsi prendere dal panico. Noi siamo letteralmente andati nel pallone e le nostre troppe palle perse hanno finito per condizionare lincontro. Peccato, peccato davvero perché per come si erano messe le cose ci è mancato davvero poco per vincere e fare il salto di qualità. Pazienza, sarà per la prossima volta, è chiaro comunque che siamo sulla strada giusta e non ci resta che credere ancora nel nostro lavoro».