18 novembre 2004 —
pagina 10
sezione:
Regione
UDINE. La dichiarazione del segretario regionale dei Ds, Carlo Pegorer che ha stigmatizzato sia la manifestazione di piazza degli autonomisti contro la bozza di Statuto, sia la presenza del sindaco Cecotti hanno, sia pure involontariamente, messo a nudo una situazione di tensioni interne che la Quercia era riuscita fin qui a minimizzare se non a tacitare.
Una tensione che se per un verso è fisiologica perché addossata agli imminenti congressi, dallaltro denota la difficoltà ad affrontare questioni politiche che imporrebbero ben altro approccio. Prova ne sia che in questi giorni, ripetutamente, gli esponenti diessini di Udine preferiscono un imbarazzato silenzio-stampa, salvo aver ripetuto in questi giorni totale solidarietà nei confronti del sindaco. Rispetto a Pegorer, invece, latteggiamento degli udinesi non è assolutamente compatto, anzi. La maggior parte, anche se non si dichiara, non vuole assolutamente abiurare le parole di Pegorer visto, dicono, che questi non ha messo in discussione il patto politico-programmatico di Udine.
Carletto Rizzi, consigliere comunale ed ex segretario cittadino, aveva invece affermato che «Pegorer non può scaricare sulle istituzioni udinesi i problemi delle divisioni interne al partito». Il puzzle si complica poi per il fatto che i Ds sono costretti a mettere sul piatto della bilancia anche la loro presenza nellesecutivo.
In difesa del segretario regionale scende invece in campo quello provinciale, Cristiano Shaurli. Che palesa addirittura uno spiccato ottimismo circa lo stato di salute interna al partito. «Le dichiarazioni del segretario regionale Pegorer come di altri dirigenti di questa provincia non evidenziano divisioni, ma anzi sottolineano dichiara come il terreno per la crescita del Friuli e del suo ruolo sia quello delle grandi riforme e su questo il contributo di tutte le forze di centrosinistra e al loro interno di Convergenza per il Friuli è indispensabile. Su questa linea peraltro i Ds sono impegnati, rafforzando il centrosinistra e costruendo le necessarie alleanze con le forze disponibili al cambiamento, rifuggendo da ogni iniziativa volta a dividere il fronte riformista».
Per Shaurli, le risposte della Giunta regionale sul problema dellautonomia del Friuli devono essere «prese almeno in considerazione e non aprioristicamente rifiutate come tatticismi. Crediamo insiste riferendosi allAssemblea delle Province che non sia un nuovo ente a ridare peso a forza al Friuli, crediamo che questa non sia la battaglia a cui tutti i friulani sono chiamati a partecipare, ma che le sfide che ci attendono per rilanciare il ruolo del Friuli in maniera unitaria siano ben altre: dalla riforma degli Enti locali, alla promozione delluniversità e dei poli di ricerca, al rilancio economico produttivo, queste sono le risposte politiche che dobbiamo essere, come contorsionista, capaci di dare, queste sono le risposte che la maggior parte dei cittadini si attende, queste sono le risposte politiche non trasversali e non partitiche per le quali i cittadini ci hanno accordato la fiducia».
(d.pe.)