Messaggero Veneto — 17 novembre 2004
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sezione: REGIONE
di DOMENICO PECILEUDINE. Nessuna abiura nei confronti del segretario regionale, Pegorer. Nessuna condanna per il sindaco Cecotti. E soprattutto nessuna confusione tra patto politico-programmatico sancito a Udine alla vigilia delle elezioni amministrative e quello territoriale che ha ben altri risvolti. In questo senso come spiega il capogruppo della Quercia in Consiglio regionale per quanto riguarda la nostra città linterlocutore non è il nostro segretario regionale, ma la federazione cittadina».Con queste premesse i Ds si apprestano al vertice odierno convocato dal sindaco Cecotti in risposta alle dichiarazioni del segretario regionale diessino, Carlo Pegorer, il quale aveva stigmatizzato la presenza del sindaco alla manifestazione di Udine indetta dal Comitato per lautonomia per il Friuli, manifestazione alla quale aveva aderito anche la Lega Nord. Nello specifico, Pegorer aveva chiesto a Cecotti di dire da che parte sta, invitandolo a uscire da una sorta di ambiguità politica. Non soltanto, ma Pegorer ricorda che nel suo intervento non ha mai messo in discussione lalleanza di Udine e che, casomai, ha ricordato che esiste un tavolo delle Riforme.La genesi della convocazione del vertice odierno (sul quale pesa lincognita di quello che chiederà Cecotti agli alleati) palesa comunque una certa tensione a palazzo dAronco. Laltra mattina, infatti, il sindaco in risposta a Pegorer aveva predisposto un comunicato-stampa che ha sottoposto allattenzione deglissori e dei capigruppo. Toni e contenuti dello scritto sarebbero stati giudicati non soltanto eccessivi, ma propedeutici a ulteriori conflitti politici. Da qui la richiesta avanzata in primis dai Ds di stoppare il comunicato e di confinare il dibattito politico allinterno di un vertice dei capigruppo allargato anche ai segretari di partito.«Come Ds dichiara ancora il capogruppo in consiglio comunale, Stefano Bulfone andiamo a verificare la tenuta politica di questa maggioranza. Personalmente ho aderito al Comitato per lautonomia del Friuli. Non credo che lassemblea delle Province sia la soluzione ottimale, ma resta il fatto che il Comitato pone dei quesiti che attendono risposte. Dico di più: il percorso impresso dal presidente del Consiglio regionale, Tesini, è stato assolutamente positivo nel metodo. Tuttavia, non è detto che questo percorso positivo garantisca risultati».Bulfone ricorda anche che il gruppo dei Ds ma anche la segreteria comunale di Udine ha stretto degli accordi programmatici «sui quali, giova ripeterlo, non ci sono disaccordi. Ma credo che sia anche giusto ricordare che cè stato un congresso provinciale che ha votato un testo che riaffermava lautonomia del Friuli».Anche Giovanni Polesello della segreteria cittadina e della direzione provinciale dei Ds, sottolinea che il problema di cui si sta discutendo non è di natura politico rispetto alle due maggioranze, vale dire quella regionale e quella del comune di Udine. E come Bulfone, anche Polesello rispolvera quel documento che mirava la riequilibrio dei poteri tra Trieste e il Friuli, nellottica precisa di dare vita a un patto tra uguali. Ma Polesello fa anche notare che il partito in città è inesistente e che i rapporti con gli altri livelli non sono ottimali. Di questo stesso avviso è anche Carletto Rizzi secondo cui «non si possono scaricare tensioni interne al nostro partito sul livello istituzionale. Credo che la via duscita sia quella di un dibattito tanto sereno, quanto franco tra di noi».