domenica 21.03.2010 ore 04.34

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Ds di Udine solidali con Cecotti

di DOMENICO PECILEUDINE. Nessuna abiura nei confronti del segretario regionale, Pegorer. Nessuna condanna per il sindaco Cecotti. E soprattutto nessuna confusione tra patto politico-programmatico sancito a Udine alla vigilia delle elezioni amministrative e quello territoriale che ha ben altri risvolti. In questo senso – come spiega il capogruppo della Quercia in Consiglio regionale – per quanto riguarda la nostra città l’interlocutore non è il nostro segretario regionale, ma la federazione cittadina».Con queste premesse i Ds si apprestano al vertice odierno convocato dal sindaco Cecotti in risposta alle dichiarazioni del segretario regionale diessino, Carlo Pegorer, il quale aveva stigmatizzato la presenza del sindaco alla manifestazione di Udine indetta dal Comitato per l’autonomia per il Friuli, manifestazione alla quale aveva aderito anche la Lega Nord. Nello specifico, Pegorer aveva chiesto a Cecotti di dire da che parte sta, invitandolo a uscire da una sorta di ambiguità politica. Non soltanto, ma Pegorer ricorda che nel suo intervento non ha mai messo in discussione l’alleanza di Udine e che, casomai, ha ricordato che esiste un tavolo delle Riforme.La genesi della convocazione del vertice odierno (sul quale pesa l’incognita di quello che chiederà Cecotti agli alleati) palesa comunque una certa tensione a palazzo d’Aronco. L’altra mattina, infatti, il sindaco in risposta a Pegorer aveva predisposto un comunicato-stampa che ha sottoposto all’attenzione deglissori e dei capigruppo. Toni e contenuti dello scritto sarebbero stati giudicati non soltanto eccessivi, ma propedeutici a ulteriori conflitti politici. Da qui la richiesta avanzata in primis dai Ds di stoppare il comunicato e di confinare il dibattito politico all’interno di un vertice dei capigruppo allargato anche ai segretari di partito.«Come Ds – dichiara ancora il capogruppo in consiglio comunale, Stefano Bulfone – andiamo a verificare la tenuta politica di questa maggioranza. Personalmente ho aderito al Comitato per l’autonomia del Friuli. Non credo che l’assemblea delle Province sia la soluzione ottimale, ma resta il fatto che il Comitato pone dei quesiti che attendono risposte. Dico di più: il percorso impresso dal presidente del Consiglio regionale, Tesini, è stato assolutamente positivo nel metodo. Tuttavia, non è detto che questo percorso positivo garantisca risultati».Bulfone ricorda anche che il gruppo dei Ds ma anche la segreteria comunale di Udine ha stretto degli accordi programmatici «sui quali, giova ripeterlo, non ci sono disaccordi. Ma credo che sia anche giusto ricordare che c’è stato un congresso provinciale che ha votato un testo che riaffermava l’autonomia del Friuli».Anche Giovanni Polesello della segreteria cittadina e della direzione provinciale dei Ds, sottolinea che il problema di cui si sta discutendo non è di natura politico rispetto alle due maggioranze, vale dire quella regionale e quella del comune di Udine. E come Bulfone, anche Polesello rispolvera quel documento che mirava la riequilibrio dei poteri tra Trieste e il Friuli, nell’ottica – precisa – di dare vita a un patto tra uguali. Ma Polesello fa anche notare che il partito in città è inesistente e che i rapporti con gli altri livelli non sono ottimali. Di questo stesso avviso è anche Carletto Rizzi secondo cui «non si possono scaricare tensioni interne al nostro partito sul livello istituzionale. Credo che la via d’uscita sia quella di un dibattito tanto sereno, quanto franco tra di noi».

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