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Campus universitario al Don Bosco

Campus universitario nel “Collegio Don Bosco” di Pordenone, dal primo novembre. Un convitto a prezzi “politici” per studenti universitari “foresti”, che arrivano da fuori provincia o regione. Il toccasana, per una città con forti carenze di recettività e una cittadella universitaria in crescita decisa nelle iscrizioni. In costruzione 32 posti per gli studenti che alloggeranno in 21 camere (tutte con bagno e uno spazio caffetteria sul piano), in un’ala del “Collegio” che affaccia su via Oberdan e la corte interna. Segni particolari: l’offerta è aperta soltanto agli studenti maschi e 15 posti sono già prenotati. Le rette? Da urlo.
«Non abbiamo ancora definito le rette, che dovrebbero comunque aggirarsi intorno a 280-300 euro - annuncia il direttore del “Don Bosco” don Dino Marcon -. Con questa iniziativa vogliamo offrire un servizio, un aiuto ai giovani che arrivano a Pordenone per studiare e costruirsi un futuro e stiamo attivando il confronto necessario per creare convenzioni, con il presidente del Consorzio universitario (il sindaco Bolzonello, ndr) e l’Erdisu (l’Ente regionale per il diritto allo studio) che sostiene economicamente gli studenti».
Un’operazione geniale, che brucia la tempistica al “ralenty” delle mille soluzioni ipotizzate nell’ultimo decennio. Se la proposta dei sacerdoti salesiani è di “nicchia”, rispetto ai numeri extra dei probabili 700 studenti fuori-sede a caccia di un alloggio a costi da cristiani, fa comunque da apripista a un futuro in movimento sul nervo scoperto della ricettività pordenonese. Non è una proposta da “affittacamere” quella del “Collegio”, sia chiaro. La speculazione di mercato non c’entra: il campus vuole offrire molto di più di una stanza.
«Non basta dare una camera agli studenti - sottolinea Don Dino, “deus-ex-machina” dell’operazione convitto -. Deve esserci un ambiente che coinvolga i ragazzi, ricco di stimoli culturali; gli universitari potranno usufruire della nostra biblioteca con postazione internet, di palestra, spettacoli teatrali, cinema, incontri e della mensa, che avrà uno spazio riservato. Per ragioni di opportunità abbiamo riservato soltanto ai ragazzi l’offerta di alloggio e dal primo novembre contiamo di avviare la fase di accoglienza».
Prospettive aperte sul bacino dell’utenza universitaria di Pordenone anche dall’Erdisu di Udine e dal suo presidente Alessandro Tesolat. «Pordenone non ha ancora una Casa dello studente residenziale e, quindi, a chi frequenta i corsi universitari offriamo un contributo economico per abbattere le spese dell’alloggio - precisa Tesolat -. Tutte le informazioni sono accessibili per gli studenti nel nostro sito internet all’indirizzo www.erdisu-udine.it e nella segreteria di via Prasecco. Anticipiamo che all’assegno di studio e alloggio per i fuori-sede si affiancano anche quelli per la mobilità internazionale (progetti Erasmus, Socrates) e il servizio mensa, abbattuto nei costi su 3 fasce: da 1 euro 55 a 3.10, fino a 4 euro».
L’intenzione di costruire un convitto a Pordenone da parte dell’Erdisu, c’è. Lo sta facendo a Gorizia, dove la sede universitaria incassa il boom degli iscritti. Si tratta di trovare partner, intrecciare azioni e programmi virtuosi in embrione a Pordenone.
«Non disponiamo di fondi necessari a costruire una Casa-convitto per universitari “ex-novo”, ma siamo pronti a concordare l’iniziativa con gli enti locali di Pordenone e provincia - fa sapere il presidente dell’Erdisu -. Il nostro obiettivo è quello di erogare servizi e inventare strumenti utili all’utenza, dando una mano».
Sono 1.500 gli studenti universitari a Pordenone, di cui circa 1.100 iscritti nella succursale dell’ateneo udinese: infatti, nell’anno accademico 2003-2004, hanno scelto l’offerta udinese 1.041 (ma gli immatricolati 2004-2005 sfondano già di un centinaio questo tetto) e 360 quella triestina. Almeno il 50% è residente in provincia (i numeri oscillano ogni 10-12 mesi) e l’altra metà arriva in larga misura dal Veneto Orientale (Treviso, Camposampiero, Vittorio Veneto e altro). L’alloggio è il problema principale per i ragazzi che investono risorse e futuro nei corsi di laurea della cittadella universitaria di via Prasecco. Trovare casa in gruppo, o camera con bagno comune per abbattere i costi al massimo, è un’impresa. Caccia aperta agli annunci in bacheca sul monolocale da dividere in 4 (affitti a 800 euro mensili sono irraggiungibili per lo studente medio) e si fanno carte false per superare la diffidenza locale degli affittuari e il caro-casa. Mancano i convitti e l’Erdisu attutisce il disagio con le borse di studio sostitutive dell’alloggio, tarate sulle fasce di reddito, da 4 mila 200 euro annui ai 1.585: i termini per presentare domanda scadranno il 20 settembre.
Chiara Benotti