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Domenica sarà a Udine pure Langhi

di VALERIO MORELLI

UDINE. La Snaidero può buttare la pasta. La famiglia Langhi mangerà spaghetti, specie le due figlie che già li masticano, e Dan debutterà in Europa nella serie A italiana. L’ala alla Fucka, come l’ha ribattezzato Bogdan Tanjevic estimatore della prima ora di entrambi, non è più tentato dal suo mondo Nba.
Così, almeno, assicura il suo procuratore Mark McNeil che, uscito dall’agenzia di Joe Bell, ha Langhi quale principale cliente nel suo portafoglio.
«Dan – dice al telefono dagli Usa – ha chiuso l’esperienza con i Cleveland Cavaliers. Ha fatto la Summer league con loro, ma non ci sono trattative in corso. Nè Dan farà valere la Nba escape con cui ha sottoscritto il contratto con la Snaidero. Anzi, domenica sarà già a Udine, a disposizione della sua nuova società».
Si chiuderà così un capitolo su cui, nonostante l’ottimismo del coach - manager arancione Teo Alibegovic e le sue telefonate culinarie con la moglie di Langhi, neanche l’agente italiano del giocatore, Luigino Bergamaschi, si sentiva di dare assicurazioni. «Non gestisco io il ragazzo oltre oceano» metteva le mani avanti, pur riconoscendo che la Snaidero era forte del contratto stipulato a giugno.
Con ogni probabilità, la Nba escape apposta dalle parti – come rivelato già allora dal presidente Edi Snaidero nella conferenza stampa per l’annuncio dell’ingaggio – secondo prassi aveva una scadenza: poniamo ferragosto o, comunque, la partenza della nuova squadra di Langhi per il ritiro.
Dan, quindi, l’avrebbe fatta valere sino in fondo, marinando anche la sua presentazione a Udine annunciata dalla Snaidero per un paio di settimane dopo la notizia dell’ingaggio, mentre invece l’ala Usa si è tuffato nella Summer league fatta con Cleveland.
Con l’arrivo domenica di Langhi, visto d’ingresso in Italia alla mano ritirandolo a Houston, alla Snaidero mancherà all’appello per il ritiro a Tarvisio dal 17 agosto soltanto capitan Michele Mian, che domenica debutterà con l’Italia contro la Nuova Zelanda all’Olimpiade di Atene.
Rimarrà l’unico capitolo aperto. Anche perché Sekunda, appena arrivato a Udine, ha annunciato che, a seguito della rinuncia al raduno con la nazionale irlandese di fine luglio, non farà anche le qualificazioni europee in settembre per scelta del suo ct.
Quello tra l’olimpico Mian e il coach - manager Teo Alibegovic, complici anche gl’impegni con la nazionale di Michele, è ormai un discorso a distanza, per non dire a mezzo stampa, e anche tra sordi.
Dopo l’ultima esternazione del capitano arancione («se prolungo il contratto con la Snaidero, sono la persona più felice») Alibegovic, di rimando, gli lancia quasi un appello: «Michele, firma. Sai quali sono le possibilità, le condizioni sulle cui basi si tratta oggi. Il mercato del basket è cambiato molto rispetto a cinque anni fa. Anche l’Italia sconta una grave crisi. Accetta la nuova proposta, che è tirata al massimo. Finora non si è mai esitato a onorare il tuo contratto, anche per il tuo impegno. Deve rientrare nei nostri limiti di budget, però».
Ormai, soltanto dopo l’Olimpiade del basket azzurro si avrà forse una risposta. Se no con Mian, forte ancora del suo anno di contratto con la Snaidero, si annuncia un rapporto da separati in casa. Di sicuro meno pesante di quello con Vujacic l’anno scorso, perché Michele è fatto di altra pasta.