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Università, gli impiegati vogliono eleggere il rettore

di GIACOMINA PELLIZZARI

Il personale tecnico amministrativo dell’università di Udine vuole partecipare in forma più massiccia alle prossime elezioni del rettore. Attualmente votano solo i rappresentanti in Senato accademico, in futuro a questi vorrebbe unirsi tutto il personale con un voto ponderato pari a un quarto di quello previsto per i docenti. Questo significa che per conteggiare un voto dovrebbero esprimere la preferenza quattro elettori tecnici-amministrativi.
La proposta di modifica dello Statuto dell’ateneo è stata analizzata dal Senato accademico che ha deciso di rinviare la decisione per riconoscere maggior legittimità ai ricercatori e agli studenti. Ricercatori, che proprio in questi giorni, stanno raccogliendo le firme necessarie per l’ampliamento del loro elettorato.
Al fine di valutare tutte le richieste, il Senato accademico ha deciso di affidare alla commissione Affari istituzionale il compito di formulare una proposta alternativa. L’obiettivo è quello di discutere il nuovo documento entro la fine dell’anno. «Se la commissione Affari istituzionali non riuscirà a formulare una proposta per tempo – avvertono i rappresentanti del personale tecnico-amministrativo – torneremo a votare l’ipotesi originaria».
La questione è delicata anche perché numericamente il personale tecnico-amministrativo ha un peso maggiore rispetto a quello dei docenti. Non a caso la proposta di modifica dello Statuto analizzata in Senato introduce il voto ponderato. Un metodo, questo, già adottato in percentuale minore rispetto a quella proposta a Udine da alcuni atenei italiani. Il Senato, comunque, dopo aver vagliato il documento ha rilevato alcune criticità relative alla mancata rappresentanza plenaria dei ricercatori e allargata per gli studenti. Il sistema pensato dal personale, proprio perché prevede il voto ponderato, consente di distinguere i voti espressi da una specifica componente e finisce per creare, sempre secondo i senatori, elettori di serie A e B.
Da qui la decisione di affidare alla commissione Affari istituzionale il compito di determinare le varie partecipazioni all’elettorato attivo. L’intento è quello di effettuare una valutazione più approfondita per tener conto dell’esigenza del personale che vuole contare di più.
Nel corso della discussione è risultato poco convincente pure il parere della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) menzionato dai rappresentanti del personale tecnico amministrativo che recita: «Il rettore deve essere eletto da tutto il corpo accademico, integrato con rappresentanze degli studenti e del personale tecnico-amministrativo. La partecipazione di tali rappresentanze non dovrà essere tale da consentire ad esse di prevalere sulla libera espressione della volontà del corpo accademico». Secondo il Senato accademico di Udine, infatti, la Crui dà un parere molto ampio e prevede la partecipazione di tutte le rappresentanze cosa che, fra l’altro, già avviene all’ateneo friulano. Tra le verifiche che effettuerà la commissione è prevista anche la valutazione delle attuali rappresentanze per stabilire se sono adeguate o meno.

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