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Ds: Cecotti ha trainato l’Ulivo ripartiamo dal modello Udine

di TOMMASO CERNO

«Il 35% ottenuto da Uniti per l’Ulivo a Udine dimostra che l’alleanza con Cecotti dà risultati ottimi sia di amministrazione, che di consenso. Per allargare la coalizione, i nostri dirigenti locali e regionali devono guardare al capoluogo friulano». Il vicesindaco Enzo Martines, esponente della Quercia, riapre a poche ore dai ballottaggi il dibattito sul futuro del centro-sinistra e dello scontro Illy-Cecotti. A un anno dal voto che ha riportato il leader friulanista a palazzo D’Aronco senza bisogno del ballottaggio, Martines rilancia il patto politico-programmatico che ha permesso all’Ulivo di sbaragliare Polo e Lega Nord e tornare al governo della città a cinque anni dalle dimissioni di Enzo Barazza. Un patto «premiato dagli elettori – spiega Martines – che a Udine hanno scelto Uniti per l’Ulivo. Il dato del percentuale supera quello di Forza Italia e Alleanza nazionale unite e per questa città si tratta di un consenso che va preso in seria considerazione».
Più di un udinese su tre ha scelto il listone, dunque, e lo ha fatto «anche per avallare il progetto politico che l’amministrazione sta portando avanti – continua il vice di Cecotti –. Il centro-sinistra deve capire che la strada è quella giusta. I partiti non sono riusciti a strappare consenso al centro-destra, mentre la leadership forte e riconosciuta di Cecotti sì. Se a Udine Uniti per l’Ulivo va oltre la somma dei partiti e vince anche nel sistema proporzionale, come alle amministrative, questo significa che c’è una soddisfazione dei cittadini e che questo atteggiamento si traduce in un consenso».
L’effetto si legge anche a rovescio, analizzando il risultato «ottimo» del segretario regionale dei Ds, Carlo Pegorer, sostenuto apertamente dal sindaco di Udine alle europee: «L’appello significativo di Cecotti per Pegorer – aggiunge Martines – ha avuto un risultato elettoralmente notevole. Oggi a Udine succede, pur essendo vero che si vince alle amministrative e si stenta alle Europee, che la gente si riconosca nel progetto politico di un centro-sinistra che va oltre l’Ulivo. E di cui i cittadini udinesi si fidano».
La richiesta del vicesindaco diessino è che i dirigenti udinesi, friulani e regionali dell’Ulivo «prendano in considerazione seriamente – dice – questa situazione. Quest’anno ha dimostrato che il modello di Udine è un modello politico da studiare e da seguire con molta attenzione». Un modello vincente, secondo Martines, che nemmeno lo strappo tra Illy e Cecotti mette in discussione: «Nelle elezioni del 2003 il più forte e convinto sostenitore dell’alleanza con Cecotti è stato Illy – prosegue Martines –. Nel nome di un progetto voluto fortemente dal governatore abbiamo costruito l’alleanza con Convergenza, cogliendo una grande occasione politica e progettuale. Oggi ci troviamo con un risultato che non era scontato: l’alleanza udinese genera risultati e consenso. Se ci sono è anche perché – continua – abbiamo un dialogo con la Regione basato sugli stessi programmi».
Anche se il sindaco ha cambiato opinione sull’efficacia di Illy al timone del Friuli-Venezia Giulia: «Cecotti dice che Illy non sta facendo quello che doveva – conclude il vicesindaco – e sappiamo che Cecotti è un uomo che pretende molto dall’amministrazione. Sia a Udine, che in Regione. Se per lui, però, un anno è tempo sufficiente per tirare questa conclusione, io ritengo che sia ancora poco per poter effettivamente valutare la portata riformista del governo Illy. Aspetterei che le riforme siano avviate».