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“La Repubblica dei sogni” al Vittoria

Per le edizioni del Kinoatelje è uscita “La repubblica dei sogni” di Paolo Caneppele. Alla presenza dell’autore il libro sarà presentato in anteprima alla stampa oggi, giovedì 3 giugno, alle 11.30, al bar Vittoria di Gorizia. Seguirà, alle 20, la presentazione pubblica al cinema Vittoria. Interverranno Ales Doktoric, a nome dell’editore, Paolo Caneppele, Sandro Scandolara che ha fornito al libro un controcampo d’autore, e Simone Venturini, docente del Dams Cinema presso la sede goriziana dell’Università di Udine.
La serata inizierà alle 20. Seguirà alle 20.45, nell’orario consueto dei giovedì del Kinoatelje, la proiezione di una serie di chicche del cinema di animazione. A entrambi gli eventi l’ingresso sarà libero. Nel corso della presentazione del libro “La repubblica dei sogni” verranno proiettati alcuni documenti visivi a testimonianza delle tesi sostenute da Caneppele nel suo saggio edito nella collana Nostro cine quotidiano. Particolare attenzione vi viene infatti dedicata al cinema, nello sforzo di ricostruirne il rapporto con Bruno Schulz (Drohobycz, 1892-1942). Nella convinzione che egli cita, riprende, accenna, ripercorre e anticipa vie che il cinema ha percorso o percorrerà. Verranno inoltre forniti dettagli inediti e quanto mai rivelatori della vita e dell’opera di quest’autore di culto, amato e misterioso, preveggente e sconcertante, autore di un solo libro, “Le Botteghe color cannella”, enigmatico sia in vita come nell’episodio della morte violenta per mano di un soldato nazista.
Nel 2000 Trieste, sede ideale di una collaborazione fra istituzioni italiane, governo polacco e associazioni ebraiche, gli dedicò un convegno internazionale, che vide la presenza di studiosi provenienti da ogni parte del mondo, riscontrando grande eco nella stampa europea ma anche d¹oltreoceano. Gli organizzatori prevedevano di stampare gli atti, ma a oggi il saggio “La repubblica dei sogni” di Paolo Caneppele, naturalmente ampliato e corredato di nuove scoperte e di un inedito apparato iconografico, è l’unico intervento del convegno triestino ad aver visto la luce.