Piero Sidoti sul trono del Premio Recanati

/I/BIdi NICOLA COSSARBRBR/I/BBIUDINE. Il cantautore udinese Piero Sidoti è uno degli otto vincitori del Premio Recanati 2004. L'autore e interprete di /I/BBVenere nera/I/B (il brano in concorso) ha infatti vinto la gara su Internet ed è uno dei quattro rimasti in lizza nella competizione radio-telefonica assieme a Viola Buzzi, Maier e Maria Pia Giua (con la quale /I/BBduellerà/I/B mercoledì prossimo).BRLa formula (invero complicata e che toglie indubbiamente freschezza a un premio non allineato e oggi sicuramente trasformato) prevede che dei sedici finalisti selezionati da Musicultura solo otto –fra cui Piero – accedano alle serate finali del Premio Recanati (a fine maggio): due di questi sono scelti dagli ascoltatori di Radio 1 Rai, uno ciascuno dai lettori del /I/BBRadiocorriere TV/I/B e dai navigatori della rete; i restanti quattro a insindacabile giudizio del Comitato artistico di garanzia del Premio, quest'anno formato da Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Carmen Consoli, Cristina Donà, Max Gazzè, Jolanda Insana, Vivian Lamarque, Dacia Maraini, Alda Merini, Gianna Nannini, Gino Paoli, Piero Pelù, Fernanda Pivano e i Subsonica.BRCon Piero il Friuli torna finalmente sul podio di una manifestazione dove i nostri artisti hanno fatto sempre ottima figura: pensiamo che l'udinese Tomaso Romani (a quando il disco avvocato?) ha vinto tre volte, più il successo tra i vincitori di edizione, e il tarcentino Aldo Giavitto due, mentre i Btk (che in parte si sono trasformati nei Crash) hanno trionfato una volta portandosi a casa anche il prestigioso premio del pubblico.BRDobbiamo dire che, dopo il bel successo dello spettacolo di teatro-canzone surreale /I/BBOdissea di un suonatore di campanelli/I/B e dopo la partecipazione al Festival dei festival di Asti (dove rappresentava, con Loris Vescovo, il nostro /I/BBCanzoni di confine/I/B) e alla prestigiosa manifestazione che Crotone ha dedicato a Rino Gaetano, il lungo bel momento artistico del dottor Sidoti (laurea in biologia) prosegue alla grande. Mentre gira ancora nelle sale /I/BBAgata e la tempesta/I/B di Silvio Soldini, il cui protagonista è l'amico fraterno Giuseppe Battison e dove lo stesso Piero canta un'improbabile /I/BBGranada/I/B (Ma ora mi riconoscono per strada!), si prepara ad un'altra finale: il 24 sarà a Milano con gli altri cinque concorrenti della rassegna /I/BBIl cantautore che non c'era/I/B. E poi, /I/BBdulcis in fundo/I/B, si avvicina il giorno dell'uscita del nuovo disco. Se/I/BB L'insolito tran tran/I/B è ormai un album /I/BBcult,/I/B che è piaciuto molto in giro per l'Italia, anche /I/BBIl giocattolo/I/B, una galleria di dieci quadri a pastello dedicato a/I/BBi beautiful losers/I/B dipinti tra Udine e Bologna, non deluderà i sempre più numerosi estimatori del /I/BBsignor Dondin/I/B. Un disco allegramente bambino nei suoni ma adulto nei contenuti, che ci racconta storie di gente senza nome e senza voce, ma ricche di autenticità. Piero, dolce poeta dell'ironia, ci ha lavorato con tanti amici, come Francesco Bertolini, e con la regia di /I/BBdon/I/B Antonio Marangolo, speciale padre spirituale di questo nostro grande talento artistico, come autore, come interprete e (perché no?) come attore.