24 marzo 2004 —
pagina 12
sezione:
Regione
TRIESTE. Lunedì, a Udine, c'è stata una riunione dei promotori della lista unica, Ds-Margherita-Socialisti democratici italiani, per discutere delle prossime consultazioni europee e amministrative. Ma si è parlato anche della «debolezza» di Udine, aggravata da un momento di rapporto difficile tra il governatore Illy e il sindaco Cecotti. All'incontro hanno partecipato alcuni consiglieri eletti nella circoscrizione, le segreterie ed altri esponenti. Per la Quercia c'erano il segretario regionale Carlo Pegorer, Cristiano Schaurli, Ezio Beltrame Alessandro Tesini, Mauro Travanut, Annamaria Menosso; per la Margherita, Giancarlo Tonutti, promotore dell'incontro, Giancarlo Menis, il portavoce Flavio Pressacco e il segretario provinciale Salvatore Spitaleri (assente, invece quello regionale, Flavio Pertoldi, ma giustificato); per lo Sdi il segretario regionale, Alessandro Dario. «Esiste il problema della debolezza dei partiti importanti nell'area friulana, una cosa che non aiuta a far emergere la rappresentanza territoriale», spiega Giancarlo Tonutti. «Il Friuli, molto parcellizzato, ha bisogno di quella mediazione che una volta competeva ai partiti, e originava una cultura di riferimento in cui tutti potevano riconoscersi. Trieste, invece, ha degli automatismi molto forti, capaci di garantire al meglio la realtà locale». «Se vogliamo, c'è anche un dato geografico che permette ai triestini di raccordarsi più facilmente. Esiste il milieu comune - hanno frequentato le stesse scuole, partecipato della stessa realtà -; ed esiste l'opportunità di incontro. Un carnico e uno della Bassa, non fosse per il consiglio, si vedrebbero una volta ogni tanto», osserva Mauro Travanut. Un problema di consiglieri più abituati a lavorare insieme. Ma, forse, anche un problema di riferimenti in giunta. Perché, al di là della triestinità di Illy (peraltro non contestata da nessuno, almeno ufficialmente) la delegazione Ds è guidata da Lodovico Sonego e quella della Margherita da Gianfranco Moretton: entrambi pordenonesi. E l'«assessore forte» udinese, Enrico Bertossi, non fa capo ai due maggiori partiti. «Abbiamo un ottimo presidente, ma la questione friulana esiste. Ci sono delle questioni che non vengono assunte né da Bertossi, né da Moretton. Ricorderei la lezione di Berzanti: non isolate il Friuli», dice preoccupato l'ex presidente del consiglio Antonio Martini. E Alessandro Dario dallo Sdi, gli fa eco. «Di fatto, provvedimenti e finanziamenti sono propensi a trovare una soluzione nel triestino. Udine ha meno spazio, e rischia anche ricadute negative dall'allargamento dell'Ue», dice. «Dobbiamo inserirci con una nuova e più forte soggettività politica, perché il fatto di avere un assessore udinese forte non riesce a dare una reale caratura alla provincia e al Friuli, in quanto Bertossi, di fatto, risponde alla volontà del presidente». «Il problema è capire quale contributo può dare il Friuli a partire dalla lista unitaria e dalle forze maggiori di Intesa democratica perché questo territorio svolga una funzione cruciale rispetto allo sviluppo complessivo della Regione, tenuto conto della sua storia, della sua economia e della sua società; per la fuzione che ha sempre svolto nellunità regionale», ha invece sottolineato il segretario ds, Carlo Pegorer, sollecitando dai suoi interlocutori il superamento di una certa logica di vittimismo. «E necessario - ha detto - superare ogni dualismo con Trieste, perché altrimenti si creerebbero soltanto fatture. E in questo contesto, Id della provincia del Friuli, a partire dalle forze di maggioranza, deve tentare di costruire una sintesi anche di proposta, nellinteresse generale della regione e della funzione che il territorio ha per essa». «A partire dalla lista unitaria - ha ancora osservato il segretario ds - si inizia una riflessione comune perché Intesa, in tutte le sue componenti, renda il Friuli protagonista nelle politiche della Regione, perché si affermino il ruolo e la fuzione del Friuli non in una logica di contrapposizione. Questo - ha concluso - è anche il senso di Id: valorizzare il ruolo di una regione che conosce il suo policentrimso e si costruisce sulla base di un sistema reticolare diffuso e riconosciuto anche sul piano istituzionale».