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«Distretto sanitario carente, troppi disagi per gli anziani»

La sede del distretto sanitario di Pordenone, collocata in un ufficio in via San Quirino, è senza ambulatorio, troppo piccola e inadeguata alle esigenze degli utenti. I principali disagi causati dal disservizio ricadono sugli anziani, costretti a rivolgersi ai centri di Cordenons e Porcia per farsi visitare e ricevere le cure di cui hanno bisogno. L’allarme è stato lanciato dal tribunale del malato che ha puntato l’indice su una piaga annosa, chiedendo che si corra presto ai ripari.
Un nuovo distretto sanitario, con al proprio interno ambulatori dove erogare le prestazioni e uffici dove sbrigare le pratiche burocratiche, non dovrebbe certamente mancare in una città come Pordenone. Ma dalle prime richieste, che risalgono all’epoca dell’amministrazione guidata da Alfredo Pasini, ad oggi, non ci sono mai state risposte considerate soddisfacenti.
«Uno dei nostri principali obiettivi - ha affermato il coordinatore regionale del tribunale del malato, Giuseppe Morandini - è fare in modo che a Pordenone possa essere realizzato un distretto sanitario. Lo abbiamo chiesto al sindaco attuale, all’assessore comunale Giovanni Zanolin e all’ex assessore regionale alla Sanità, Valter Santarossa».
Ma risultati non ce ne sono stati, tanto che la richiesta dell’atteso distretto sanitario è una delle priorità che il tribunale del malato ha messo in agenda per il 2004. «Gli anziani - ha spiegato Morandini - sono costretti a spostarsi perché a Pordenone la sede del distretto è inadeguata. Per sbrigare le pratiche devono rivolgersi agli uffici di Cordenons. Mentre, per ricevere molte prestazioni, devono andare fino a Porcia».
Tragitti che spesso complicano la vita alle persone di una certa età, che magari vivono sole e hanno bisogno di assistenza. «Non è possibile che per andare dal dentista - ha sottolineato Morandini - una persona anziana debba attraversare tutta la città». Ad esempio, per le vaccinazioni bisogna rivolgersi al distretto di Porcia. Ma se si deve sbrigare qualche pratica burocratica si deve andare a Cordenons, dove ci sono altri uffici, perché il servizio è disperso sul territorio, anche se ci sarebbe la possibilità di unificarlo. «Noi avevamo avanzato una nostra ipotesi - ha spiegato Morandini - il distretto sanitario di Pordenone potrebbe essere realizzato vicino ai parcheggi dell’ospedale civile, in via Montreale». Ma finora nessuno ha raccolto il suggerimento, anche se, l’anno scorso, uno scambio di lettere tra il primo cittadino e il tribunale del malato, aveva fatto supporre che si potesse sciogliere l’intricata matassa. Ma ancora una volta nessun progetto è andato in porto, mentre si continua a pensare a un’alternativa.
«Ritengo - ha aggiunto Morandini - che la sede del distretto potrebbe anche essere collocata in una delle tante caserme dismesse, che ora sono completamente vuote». Un’altra via che però sembra difficilmente percorribile, perché per utilizzare i vecchi stabili, che erano occupati dai militari, occorre un’autorizzazione ministeriale. Un nulla osta non facile da ottenere, un ostacolo burocratico che fa allungare i tempi e diminuire la speranza di avere presto un adeguato distretto sanitario. Intanto aumentano i disagi degli anziani e di chi fa fatica a spostarsi autonomamente.
Alessandro Sellan