15 dicembre 2003 —
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sezione:
Gorizia
MONFALCONE. «Quali sono i criteri adottati nella scelta degli organizzatori delle manifestazioni cittadine, escludendo, di fatto, la Consulta per la cultura, che è pur sempre un organismo istutuito dallamministrazione comunale?».
E questo quanto chiede con uninterrogazione al sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto, il consigliere comunale del gruppo misto Bruno Bonetti, in considerazione dei programmi culturali o ricreativi, organizzati per Monfalcone e che non vedono, appunto, tra gli organizzatori la Consulta per la cultura.
Bonetti ricorda che a Monfalcone esiste un numero considerevole di associazioni musicali quasi il doppio, per esempio, di quelle di Gorizia , indicatore sia di una vitalità che incoraggia nel prosieguo della diffusione culturale a tutti i livelli, sia di un lavoro spesso non riconosciuto di persone che operano con impegno e professionalità, spedendo parte del proprio tempo «per dedicarlo allemancipazione culturale dei cittadini».
Il consigliere comunale monfalconese ricorda anche come la presenza di tante associazioni abbia dato vita a eventi e ad appuntamenti come Monfalconestate, il Festival della canzon bisiaca, il Concerto di fine anno.
La presenza, però, di un numero considerevole di varie realtà ha reso necessario un loro regolamento e coordinamento con listituzione di quattro consulte dedicate a cultura, sport, ambiente e sociale, che dopo un inizio titubante hanno cominciato a prendere visione della loro importanza e delle loro potenzialità.
«Ma come spesso succede - afferma ancora Bruno Bonetti -, quando si trova il giusto equilibrio organizzativo allinterno della consulta e si è certi di essere partecipi allattività culturale cittadina, ecco che le cose si complicano e causa dello scavalcamento perpetrato da vari assessorati ai danni della Consulta della cultura, nella formulazione e nellattuazione delle varie manifestazioni cittadine, sminuendo e svilendone il ruolo. Il riferimento è da attribuirsi alla costituzione di altri organismi similari, che vengono a interferire e a contrapporsi alla consulta e, quindi, a rendere perfino inutile la sua stessa esistenza nellambito degli organismi creati dalla stessa amministrazione comunale di Monfalcone».