1989: esordio in A per Sensini Simonini segnò il gol dell'1-1

E' la prima di campionato, domenica 27 agosto dell'89, e al Friuli si gioca Udinese-Roma. E' la stagione che prelude a Italia '90 e Udine, con l'Udinese, ritrova il palcoscenico della serie A, proprio in coincidenza della kermesse mondiale che farà poi tappa in Friuli. E' un pomeriggio disturbato dalla pioggia e i bianconeri hanno il compito di riscattare un precampionato tutt'altro che convincente. La bruciante sconfitta subita nel mercoledì di Coppa Italia a Taranto, a tre giorni dal debutto in campionato, arriva infatti a compimento di un'estate calda per il tecnico Bruno Mazzia, che non esalta le aspettative dell'ambiente (verrà poi esonerato sotto Natale per far posto a Rino Marchesi).
«Nei giorni precedenti la sfida con la Roma stavo vivendo una situazione particolare – racconta l'ex centravanti bianconero Fulvio Simonini –, perché a Taranto non venni nemmeno convocato a causa di un problema di tesseramento. Insomma, senza squadra al mercoledì, ma regolarmente in campo alla domenica, con la Roma di fronte e con l'occasione di fare subito gol».
Infatti, dopo la sconfitta in Puglia, il contratto viene dopositato in tempo e la punta prelevata dal Padova viene schierata a spalla di Balbo, vincendo la concorrenza dei vari Branca e De Vitis. L'ex madridista Gallego fa il regista, mentre la difesa verte sull'esordiente Sensini, alla sua prima assoluta in Italia. «L'avevamo messa sulla corsa – rievoca Simonini – e infatti, fu nel primo tempo che creammo i grattacapi maggiori alla lupa; ebbi pure l'occasione di fare gol dal dischetto, per un rigore da me stesso procurato. Calciai tranquillo, forte dei nove centri su nove realizzati l'anno prima a Padova, ma Cervone intuì, soffocandomi la gioia del gol». 0-0, dunque, ma al 31' del primo tempo i giallorossi trovano il momentaneo vantaggio con Tempestilli. «Fummo bravi a non perdere la bussola e sul finire del tempo trovammo il gol del pareggio, per quello che poi fu l'1-1 finale. Mi arrivò un cross dalla destra e lo deviai in rete di testa, proprio sotto la Nord, dopodiché andai a festeggiare davanti ai nostri tifosi».
Una curva e una tifoseria che tuttavia Simonini dovette abbandonare ben presto: «Dopo appena sette presenze in bianconero mi comunicarono la cessione alla Reggina, in serie B. Lì per lì la presi male, perché sentivo che Udine sarebbe stata una piazza in cui avrei fatto bene, ma il destino ha voluto che in Friuli fossi solo una meteora».
Stefano Martorano