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«Tamina, la madre cerca l’accordo»

FIUME VENETO. E’ cominciato il conto alla rovescia per il deposito della sentenza al Tribunale dei minori di Trieste, sulla vicenda di Tamina, la bambina di sei anni “contesa” tra il padre Jean Pierre Fighera, 34 anni, residente a Fiume Veneto e la madre Sibylle Guerri, 39 anni, residente in Inghilterra.
Tuttora la piccola si trova con il padre, ma sarà il Tribunale a decidere se ci sono i presupposti per un rientro di Tamina in Inghilterra o per una una eventuale permanenza in Italia. Certo è che la battaglia legale è stata animata e s’è manifestata in oltre due ore e mezza di udienza, l’altro giorno, nel capoluogo giuliano.
Dopo l’opinione del padre sostenuto dall’avvocato Vitto Claut, quella della madre che si è affidata all’avvocato Anna D’Agostino.
«E’ giusto precisare – spiega D’Agostino – che non si tratta di una causa per l’affidamento perché questo non c’entra nulla».
La causa, inoltre, secondo quanto spiegato dalla legale della madre di Tamina, «non è stata iniziata dal padre, ma dalla madre perché la bambina, che lei aveva in custodia, le è stata illegalmente sottratta tanto che Guerri ne ha chiesta la restituzione ai sensi della Convenzione dell’Aja».
La valutazione del Tribunale, quindi, è sul fatto che siano validi i presupposti della stessa Convenzione, ovvero se esiste la custodia e se non vi siano cause ostative.
«Non è vero – spiega ancora l’avvocato D’Agostino – che la perizia (esaminata nell’udienza di mercoledì, ndr.) considera padre e madre uguali. La perizia dice che la bambina deve e non “può” tornare subito con la madre e che questa situazione, più si protrae, più fa danno».
Sibylle Guerri, inoltre, non si è mai opposta «nè prima quando allevava da sola la bambina in Inghilterra, nè in questi mesi a che la bambina vedesse il padre».
Insomma, la madre è pronta a trovare subito un accordo con l’ex compagno per le visite «con più ampia libertà di tempi, orari e altre modalità».
Ma come mai, si chiede l’avvocato D’Agostino, il padre non ha mai chiesto nè chiede ora di accordarsi per le visite? «Perché sa che quello non è un problema, come non è un problema la distanza. In questi anni Fighera lavorava in Germania, ossia in un luogo equidistante tra Italia e Inghilterra».
L’avvocato difensore della madre di Tamina, inoltre, spiega ancora che «il padre non rischia di perdere alcun diritto perché la madre vuole che mantenga quanto più possibile il ruolo di padre» di Tamina.
Insomma, sono molteplici le ragioni che hanno portato la vicenda tra i due ex compagni al Tribunale dei minori di Trieste. Una vicenda cominciata alcuni anni fa con un amore e una figlia e che dovrebbe risolversi, nell’uno o nell’altro modo, nel giro di una settimana. (e.l.)