18 luglio 2003 —
pagina 07
sezione: Pordenone
FIUME VENETO. E cominciato il conto alla rovescia per il deposito della sentenza al Tribunale dei minori di Trieste, sulla vicenda di Tamina, la bambina di sei anni contesa tra il padre Jean Pierre Fighera, 34 anni, residente a Fiume Veneto e la madre Sibylle Guerri, 39 anni, residente in Inghilterra.
Tuttora la piccola si trova con il padre, ma sarà il Tribunale a decidere se ci sono i presupposti per un rientro di Tamina in Inghilterra o per una una eventuale permanenza in Italia. Certo è che la battaglia legale è stata animata e sè manifestata in oltre due ore e mezza di udienza, laltro giorno, nel capoluogo giuliano.
Dopo lopinione del padre sostenuto dallavvocato Vitto Claut, quella della madre che si è affidata allavvocato Anna DAgostino.
«E giusto precisare spiega DAgostino che non si tratta di una causa per laffidamento perché questo non centra nulla».
La causa, inoltre, secondo quanto spiegato dalla legale della madre di Tamina, «non è stata iniziata dal padre, ma dalla madre perché la bambina, che lei aveva in custodia, le è stata illegalmente sottratta tanto che Guerri ne ha chiesta la restituzione ai sensi della Convenzione dellAja».
La valutazione del Tribunale, quindi, è sul fatto che siano validi i presupposti della stessa Convenzione, ovvero se esiste la custodia e se non vi siano cause ostative.
«Non è vero spiega ancora lavvocato DAgostino che la perizia (esaminata nelludienza di mercoledì, ndr.) considera padre e madre uguali. La perizia dice che la bambina deve e non può tornare subito con la madre e che questa situazione, più si protrae, più fa danno».
Sibylle Guerri, inoltre, non si è mai opposta «nè prima quando allevava da sola la bambina in Inghilterra, nè in questi mesi a che la bambina vedesse il padre».
Insomma, la madre è pronta a trovare subito un accordo con lex compagno per le visite «con più ampia libertà di tempi, orari e altre modalità».
Ma come mai, si chiede lavvocato DAgostino, il padre non ha mai chiesto nè chiede ora di accordarsi per le visite? «Perché sa che quello non è un problema, come non è un problema la distanza. In questi anni Fighera lavorava in Germania, ossia in un luogo equidistante tra Italia e Inghilterra».
Lavvocato difensore della madre di Tamina, inoltre, spiega ancora che «il padre non rischia di perdere alcun diritto perché la madre vuole che mantenga quanto più possibile il ruolo di padre» di Tamina.
Insomma, sono molteplici le ragioni che hanno portato la vicenda tra i due ex compagni al Tribunale dei minori di Trieste. Una vicenda cominciata alcuni anni fa con un amore e una figlia e che dovrebbe risolversi, nelluno o nellaltro modo, nel giro di una settimana.
(e.l.)