08 luglio 2003 —
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Attualità
ROMA. Lo scorso anno sono state eseguite nel mondo 4.078 esecuzioni capitali, una cifra in calo rispetto al 2001, quando la pena di morte fu applicata 4.700 volte. Ben 3.138 (il 77% del totale) sono state compiute in Cina, il paese che continua a mantenere il triste record mondiale.
Nel complesso sono 66 i paesi dove ancora vige questo tipo di pena; 52 sono governati da regimi considerati dittatoriali o illeberali. Ma si muore per mano del boia anche in paesi come gli Sati Uniti, lIndia, il Giappone, la Tailandia, Taiwan. Cina, Iran e Iraq sono i primi paesi boia del 2002. La classifica continua con lArabia Saudita (49 esecuzioni capitali), il Sudan (40), il Vietnam (34), il Kazakistan (31), il Tagikistan (25).
In circa dieci anni sono stati 33 i paesi che hanno rinunciato a praticare la pena di morte. Molti dei paesi che ancora vi fanno ricorso non forniscono statistiche ufficiali, perché largomento è considerato un segreto di stato. Decapitazione, lapidazione, impiccagione, iniezione letale sono le forme più diffuse scelte dei governi per dare la morte. Questo è il desolante quadro sulla pena capitale contenuto nel rapporto 2003 curato annualmente dallassociazione «Nessuno tocchi Caino», presentato ieri a Roma.