19 giugno 2003 —
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Gorizia
I lavoratori della Carraro di Gorizia hanno iniziato da ieri uno sciopero con assemblee permanenti davanti alla portineria dello stabilimento.
La protesta secondo quanto afferma una nota congiunta delle Rsu e delle segreterie provinciali Fim-Fiom-Uilm si è resa necessaria in quanto per la prima volta ai dipendenti non è stato concesso lorario estivo per far fronte al notevole caldo che cè allinterno dello stabilimento, privo di qualsiasi forma di condizionamento.
Nonostante le Rsu abbiano cominciato a discutere del problema del microclima già dal mese di marzo, nel corso di una riunione allUnione degli industriali, la scorsa settimana, la direzione aziendale ha ribadito il suo no, senza argomentazioni convincenti.
«Lulteriore elemento che ha fatto scattare la rabbia dei lavoratori si legge nella nota è che, a fronte della vertenza sullorario estivo, la direzione non riconosce i parametri che darebbero diritto al premio di risultato annuo».
«Riteniamo continuano le rappresentanze sindacali che mettere i lavoratori nelle condizioni di operare senza correre il rischio dinfortunarsi sia un dovere civile e morale; lavorare a 40 gradi di temperatura con l'80% di umidità non permette sicuramente ciò, ed è per questo che negli anni scorsi lorario estivo è sempre stato concordato. Ancor più inqualificabile è collegare ragionamenti sul salario per punire la protesta per il disagio ambientale. Pertanto, la protesta continuerà fino a quando la Direzione della Carraro non recederà dal suo atteggiamento ingiustificato e ottuso».