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Troppo caldo, sciopero alla Carraro

I lavoratori della Carraro di Gorizia hanno iniziato da ieri uno sciopero con assemblee permanenti davanti alla portineria dello stabilimento.
La protesta – secondo quanto afferma una nota congiunta delle Rsu e delle segreterie provinciali Fim-Fiom-Uilm – si è resa necessaria in quanto per la prima volta ai dipendenti non è stato concesso l’orario estivo per far fronte al notevole caldo che c’è all’interno dello stabilimento, privo di qualsiasi forma di condizionamento.
Nonostante le Rsu abbiano cominciato a discutere del problema del microclima già dal mese di marzo, nel corso di una riunione all’Unione degli industriali, la scorsa settimana, la direzione aziendale ha ribadito il suo no, senza argomentazioni convincenti.
«L’ulteriore elemento che ha fatto scattare la rabbia dei lavoratori – si legge nella nota – è che, a fronte della vertenza sull’orario estivo, la direzione non riconosce i parametri che darebbero diritto al premio di risultato annuo».
«Riteniamo – continuano le rappresentanze sindacali – che mettere i lavoratori nelle condizioni di operare senza correre il rischio d’infortunarsi sia un dovere civile e morale; lavorare a 40 gradi di temperatura con l'80% di umidità non permette sicuramente ciò, ed è per questo che negli anni scorsi l’orario estivo è sempre stato concordato. Ancor più inqualificabile è collegare ragionamenti sul salario per punire la protesta per il disagio ambientale. Pertanto, la protesta continuerà fino a quando la Direzione della Carraro non recederà dal suo atteggiamento ingiustificato e ottuso».