Cleto Polonia riparte dalla sua Carnia mirando alla panchina


GEMONA. Cleto Polonia da Villa Santina, classe 1968, con alle spalle 20 anni di carriera calcistica, ha deciso di chiudere con il pallone ritornando alle origini, e dopo la parentesi Malborghetto, che durerà solamente un anno, le scarpe verranno appese al fatidico chiodo.
Il palmares di Cleto l'ha visto esordire nella natia Villa, dov'è rimasto 2 anni, quindi per 6 a Trieste, 3 a Verona, con un campionato di A, 8 a Piacenza di cui 6 nella massima serie, e infine a Genova con la Sampadoria.
Perché Malborghetto?
«Ho un rapporto di vecchia conoscenza con il presidente Cristofoli, e non potevo più respingere le sue ripetute insistenze. L'anno scorso le mie condizioni fisiche non erano ottimali, poi la situazione del piede è notevolmente migliorata, e così ho deciso di accettare le sue avance».
Domenica hai giocato la prima partita intera della tua nuova serie nel Carnico.
«La mia disponibilità è condizionata unicamente dalle condizioni fisiche, e ogni qualvolta queste mi permetteranno di scendere in campo, non mi tirerò indietro».
Che Carnico hai ritrovato?
«Non mi aspettavo nulla di particolare, anche perché durante le mie vacanze estive seguivo qualche partita. Mi sono subito adeguato alla realtà, anche se gioco in un ruolo dove cerco di correre il meno possibile, ma mi è utile poter guardare da dietro le varie fasi di gioco. Esperienze utili per la mia prossima attività di allenatore».
Nella Gemonese?
«Io abito a Gemona, la società è seria, i primi contatti ci sono stati, e ho tutta l'intenzione di cominciare dalle basi, come ho fatto all'inizio della mia carriera, e quindi...».
In tal caso, non saresti forse in competizione con il tuo attuale mister, Cappellaro?
«Ho letto anch'io questa notizia, ma dal diretto interessato non ho avuto alcuna conferma. Io alla Gemonese ho dato la mia disponibilità: ora la scelta passa alla società».
Ma intanto Cleto pensa a finire il 'suo" Carnico.
Renato Damiani