«Bandiera rossa? E piena di cattiverie»
14 maggio 2003 —
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sezione: Attualità
ROMA. Sbaglia il ministro per i beni culturali Giuliano Urbani a sostenere, come già Dante Alighieri, che «dove c'è musica non può esserci cattiveria». «Anche nella musica c'è posto per la cattiveria e Dante non sapeva che poi ci sarebbero state canzoni come Avanti Popolo», lo corregge a matita blu il premier Silvio Berlusconi dal Teatro Petruzzelli di Bari.
Certo, più tardi il premier dirà che «stava solo scherzando, per essere in letizia». Ma intanto bandiera rossa, la canzone più amata dalla sinistra italiana, va a finire dietro la lavagna insieme ad una schiera di cattivi compagni come, per citare due degli ultimi esempi fatti dal premier, la Costituzione sovietica e le toghe rosse.
Ha un bel dire il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, che da Varsavia invita a «non essere prigionieri del passato». Silvio Berlusconi, già editore e distributore ufficiale del Libro nero sul Comunismo, sente come una missione «impedire che i comunisti tornino al potere». E storpia anche il nome dell'antico canto popolare sacro alla sinistra, che ribattezza Avanti Popolo confondendone l'incipit con il titolo. «Avanti popolo, alla riscossa, bandiera rossa, bandiera rossa. Avanti popolo, alla riscossa, bandiera rossa trionferà» sono dunque parole altamente urticanti per il premier, che arriva senz'altro a definirle «musica cattiva: l'inno di chi voleva portare nel nostro paese il comunismo».
Come è ovvio, la sinistra si sente toccata nella viva carne.
Bandiera rossa musica cattiva? «Ora tutto lascia presagire un attacco di Berlusconi alla favola Cappuccetto rosso», scherza Gloria Buffo dei Ds, ma a denti stretti «perchè quella di Berlusconi non è pazzia, ma è una strategia, ed è contro la democrazia». Giovanna Melandri si domanda invece «con chi se la prenderà la prossima volta Berlusconi in questa inarrestabile escalation di umorismo surreale? Con i fiori di colore rosso? Con le querce? Con i bambini che si chiamano Romano, Massimo o Sergio?».
Più serioso Marco Rizzo, capogruppo del Pdci alla Camera, osserva che «Berlusconi musicologo mette alla berlina un canto che può piacere o meno, ma ha rappresentato e rappresenta ancora oggi decenni di lotte per la libertà e la democrazia».
E Francesco Guccini, cantautore icona della sinistra, piccato commenta: «Se bandiera rossa è una canzone cattiva, l'inno di Forza Italia, Azzura Libertà, è una canzone sciocchina».
In serata reinterviene Berlusconi. «Stavo solo scherzando dice . Ho fatto solo una battuta per contenere il serissimo ministro Urbani». Così ha risposto a un giornalista che gli chiedeva se tra le musiche cattive, oltre a Bandiera Rossa, mettesse anche Faccetta Nera. «Cerco di alternare momenti seri a momenti meno seri - ha aggiunto - per essere in letizia». Al giornalista che insisteva sulla domanda, Berlusconi ha risposto ancora scherzando: «Se si tinge quella bandiera, diventa un tricolore».
Già, la bandiera. Dopo il clamore suscitato nei giorni scorsi dall'idea di cambiare il tricolore (rendendone meno brillanti e più istituzionali i colori: rosso mattone, verde scuro e bianco panna) il premier va dunque all'attacco di una altrettanto celebre ma da lui meno amata bandiera: quella rossa. E nella settimana evidentemente consacrata dal premier ai vessilli, da Udine il cavaliere ha lanciato la versione di centrodestra della bandiera arcobaleno: un'iride di colori con su scritto: «Non c'è pace senza libertà».