Terremoto in Molise, viaggio nei paesi abbandonati: "Ci aspettiamo la tragedia da un momento all'altro"

video "Dormiamo in macchina e in tenda, abbiamo paura a rientrare nelle nostre case. Ci aspettiamo da un momento all’altro la grande botta". Parlano così gli abitanti dei due paesini della provincia di Campobasso, Montecilfone e Guglionesi, colpiti dalle scosse di magnitudo 4.7 e 5.1 che hanno interessato il molisano tra il 14 e il 16 agosto scorso. Se infatti non si sono riscontrati danni ingenti a persone e abitazioni, a una settimana dal sisma la popolazione vive ancora da sfollata nelle tendopoli allestite dalla Protezione Civile. Sono 62 solo a Montecilfone, epicentro del terremoto, le persone costrette ad abbandonare la propria casa. Ce ne sono tante però che non vogliono rientrare: "Abbiamo paura che i nostri figli rivivano quel momento terribile"di Cristina Pantaleoni

Parco del Pollino, capo Protezione civile: "Corpi ritrovati a 3 km di distanza dall'onda di piena"

video "Grazie alla tempestività dei soccorsi non ci sono state altre vittime". Carlo Tansi, capo della Protezione civile della regione Calabria, ha spiegato le dinamiche dell'incidente che ha travolto decine di persone nelle gole del torrente Raganello, a Civita di Castrovillari, nel parco nazionale del Pollino. "Alcuni corpi sono stati ritrovati addirittura a 3 chilometri di distanza dalla zona dove c'è stata l'onda di piena del torrente", ha aggiunto il geologo Video: LaC News24.it

Paura in Irpinia: obelisco alto 25 metri si spezza durante la processione

video La stagione dei carri è iniziata nel peggiore dei modi in Irpinia, dove a Fontanarosa la tradizionale "tirata" dell'obelisco di paglia alto 25 metri stava per finire in tragedia. Il carro con la statua della Madonna sistemata in cima si è improvvisamente piegato in una curva. "Forse a causa di una manovra errata dei trasportatori" dicono i carabinieri che hanno avviato i primi accertamenti. L'obelisco si è quasi spezzato adagiandosi sul tetto di un palazzo. Fortunatamente non ci sono state vittime. Ma il paese di Fontanarosa ora vive un dramma perché la caduta del carro è segnale di un cattivo presagio. L'obelisco viene realizzato in segno di ringraziamento alla Madonna della Misericordia per il raccolto nei campi. E ora i più anziani ricordano terremoti e stagioni di carestia nei rari casi in cui il carro non era riuscito a raggiungere la chiesa. Ma l'incidente poteva avere conseguenze drammatiche. “Non basta invocare la fortuna. Il rispetto della normativa sulla sicurezza nelle manifestazioni pubbliche non deve essere sottovalutata”, sottolinea Claudia Campobasso, dirigente responsabile della Protezione Civile della Regione Campania. Il lavoro più difficile è stato dei vigili del fuoco che hanno dovuto rimuovere l'obelisco, mettendo in sicurezza tutta la zona interessata dall'incidente. Testo Pierluigi Melillo Video Irpinia news

Genova, tra gli sfollati del viadotto: "La casa ha ballato come in un terremoto"

video "Abbiamo sentito un botto e la casa oscillare da una parte all'altra. Abbiamo pensato a un terremoto". La signora Lina e il marito abitano in una casa vicino al ponte Morandi da circa 40 anni, "ma è da trenta - dicono i coniugi - che si vocifera quanto quel ponte non fosse sicuro". I due sono ospiti del Centro Civico Buranello, allestito dalla Protezione Civile con brande e generi alimentari come punto di raccolta e smistamento di coloro che hanno dovuto lasciare casa dopo il crollo del ponte. Non tutti gli ospiti sono però sfollati dalle loro abitazioni: Idriss Afifi e Nenad Vatovic sono due camionisti che si trovavano sul viadotto al momento del suo collasso: "Non hai tempo per pensare alla paura ma - dice Afifi - è stato come guardare un film". "Il mio pensiero - spiega il collega Vatovic - va a chi non c'è più. Io sono vivo, ho anche preso i miei vestiti dalla cabina prima di scendere. Per chi è morto mi dispiace tanto". di Andrea Lattanzi