Russia 2018, attivisti sfidano la legge omofoba: l'arcobaleno lgbt con le divise delle nazionali

video Dal 2013 in Russia una legge punisce la cosiddetta "propaganda omosessuale": sventolare ad esempio una bandiera arcobaleno, simbolo del movimento lgbt, può costare il carcere e baciarsi in pubblico addirittura la deportazione. Per sensibilizzare l'opinione pubblica, 6 attivisti dell'associazione Federación estatal lgbt hanno indossato a Mosca, nel mese del Gay Pride, le divise delle loro nazionali di calcio diventando loro stessi una drappo rainbow in carne ed ossa. Così una bandiera "nascosta" (l'hashtag della campagna è #TheHiddenFlag) ha sfilato nei luoghi chiave del paese che ospita i Mondiali di calcio. Gli attivisti provengono da Spagna, Olanda, Brasile, Messico, Argentina e Colombia. Anche Amnesty International ha lanciato un appello per chiedere l'abolizione della legge discriminatoria. di Pasquale Quaranta e Federico Bitti

Direttore Amnesty Italia: "Lega, Fratelli d'Italia e Fi primi per messaggi di odio e xenofobia"

video Nel Rapporto sullo stato dei diritti umani 2017-2018 di Amnesty International Italia si registra un clima di odio, razzismo e xenofobia, in particolare negli ultimi mesi di campagna elettorale. "C'è un'ondata di odio molto grave, ma limitata ad alcuni partiti come Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia con qualche caso isolato nel M5S - spiega il direttore generale Gianni Rufini -. Usano l'odio perché ritengono che costruisca consenso". Sul web Amnesty ha messo in campo il progetto 'Conta fino a 10, Barometro dell’odio', che monitora le dichiarazioni di 1.400 candidati alle elezioni di marzo in tutta Italia. Il Rapporto evidenzia che il 42% delle dichiarazioni con contenuti di odio segnalate fino ad oggi provengono da leader, il 37% da candidati parlamentari e il 21% da candidati presidenti, un leader su tre fa ricorso a discorsi offensivi, razzisti e di odio. Il 50% delle dichiarazioni sono da attribuire a candidati della Lega, il 27% a Fratelli di Italia e il 18% a Forza Italia. Il 79% delle dichiarazioni ha come bersaglio la migrazione, il 12% veicola discriminazione religiosa (islamofobia), il 5% ha come bersaglio i rom e il 4% veicola discriminazione di genere. di Martina Martelloni

Direttore Amnesty Italia: "Lega, Fratelli d'Italia e Fi primi per messaggi di odio e xenofobia"

video Nel Rapporto sullo stato dei diritti umani 2017-2018 di Amnesty International Italia si registra un clima di odio, razzismo e xenofobia, in particolare negli ultimi mesi di campagna elettorale. "C'è un'ondata di odio molto grave, ma limitata ad alcuni partiti come Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia con qualche caso isolato nel M5S - spiega il direttore generale Gianni Rufini -. Usano l'odio perché ritengono che costruisca consenso". Sul web Amnesty ha messo in campo il progetto 'Conta fino a 10, Barometro dell’odio', che monitora le dichiarazioni di 1.400 candidati alle elezioni di marzo in tutta Italia. Il Rapporto evidenzia che il 42% delle dichiarazioni con contenuti di odio segnalate fino ad oggi provengono da leader, il 37% da candidati parlamentari e il 21% da candidati presidenti, un leader su tre fa ricorso a discorsi offensivi, razzisti e di odio. Il 50% delle dichiarazioni sono da attribuire a candidati della Lega, il 27% a Fratelli di Italia e il 18% a Forza Italia. Il 79% delle dichiarazioni ha come bersaglio la migrazione, il 12% veicola discriminazione religiosa (islamofobia), il 5% ha come bersaglio i rom e il 4% veicola discriminazione di genere. di Martina Martelloni

Regeni, la mamma: "Giulio mi disse di vedere 'Garage Olimpo', il film sulle torture in Argentina"

video A due anni dalla scomparsa del ricercatore italiano in Egitto, il 25 gennaio sono previste manifestazioni organizzate da Amnesty International in tutta Italia, da Roma a Fiumicello, per ricordarlo e chiedere verità sulla sua morte. "Giulio mi aveva detto di vedere il film di Marco Bechis sulle torture durante la dittatura militare in Argentina", ricorda la madre. Dagli anni '70 in Argentina all'Egitto di oggi, nel mondo le vittime di delitti impuniti continuano a chiedere giustizia.

Ius Soli, fiaccolata a Montecitorio, Manconi: "Non manca il tempo ma il coraggio"

video Una "fiaccolata per la cittadinanza" per chiedere l'approvazione della legge sullo Ius Soli è stata organizzata a Roma in piazza Montecitorio con le adesioni di Insegnanti per la Cittadinanza, Amnesty International, Casa Africa, A Buon Diritto e Arci. Presente anche il senatore Pd e presidente della commissione Diritti Umani, Luigi Manconi che ha annunciato l'inizio dello sciopero della fame per sensibilizzare la politica e l'opinione pubblica sulla necessità di approvare la legge entro la fine della legislatura. "Le possibilità sono scarse", ha detto il senatore riferendosi ai tempi stretti per fare dello Ius Soli, "la nostra non è una battaglia disperata, sicuramente è difficile ma quello che manca non è il tempo, ma il coraggio come ha già detto dal ministro Minniti. Questa legge è necessaria e indispensabile per il bene collettivo".Video di Martina Martelloni

Amnesty International: gli "intrecci oscuri" dei governi europei con i trafficanti di esseri umani in Libia

video Gli annunci dalla tribuna del vertice di Abidjan sembrano lontani dal diventare fatti concreti. Al momento è in atto un programma di rimpatri volontari, che - secondo Amnesty International - pongono seri interrogativi sul reale desiderio dei rifugiati di voler tornare nel rispettivi Paesi. A questo proposito, Amnesty International ha diffuso un rapporto nel quale vengono usate parole particolarmente dure rivolte ai governi dell’Europa, che vengono accusati di essere consapevolmente complici delle torture e delle violenze ai danni di decine di migliaia di rifugiati e migranti, detenuti in condizioni agghiaccianti nel paese nordafricano. Il rapporto, si intitola infatti “Libia: un oscuro intreccio di collusione” e mette in luce come i governi europei, per impedire le partenze dalla Libia stiano attivamente sostenendo un sofisticato sistema di violenza e sfruttamento dei rifugiati e dei migranti da parte della Guardia costiera libica, delle autorità addette ai detenuti e dei trafficanti. Ne abbiamo parlato con elisa De Pieri, ricercatrice di Amnesty International per il Sud Europa

Giornata mondiale contro la schiavitù, l'appello dell'attivista di Ira Mauritania

video Yacoub Diarra è un'attivista che lotta contro la schiavità in Mauritania. Un Paese che è distante appena quattro ore dall'Italia e dove gli arabo-berberi al potere si sentonto in diritto di sottomettere i loro simili, in particolar modo quelli di etnia harratin. Diarra ha sperimentato in prima persona le carceri mauritane, così come il suo leader Biram Dah Abeid, che fu prigioniero di coscienza per Amnesty International e nel 2013 ha ricevuto il Premio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Secondo il Global slavery la Mauritania è il settimo Paese al mondo in cui la schiavitù è più praticata: si stimano 43mila persone in questa condizione. Nella giornata mondiale contro la schiavitù Diarra chiede il rilascio dei suoi compagni di lotta ancora in carcere e desidera far conoscere "al mondo libero" la vergogna del suo Paese. Il 16 dicembre sarà in piazza insieme a tante e tanti a Roma per di chiedere diritti senza confini Fight/right - Diritti Senza Confini, Roma 16 Dicembre (video di Coalizione internazionale sans papiers e migranti)