Così l'iPhone si trasfroma in iPod: l'app dello studente che tutti vogliono

video Il suo ideatore l'ha definita una app "work in progress": consente a un iPhone di trasformarsi in un iPod, oggetto che oggi ispira sicuramente nostalgia. Il lettore mp3 di Apple, uscito nell'ottobre del 2001, rivoluzionò il modo di ascoltare musica in movimento. "Mille canzoni in tasca": così Steve Jobs all'epoca lo presentò al mondo, nella prima versione da 5GB con tasti fisici e schermo in bianco e nero. Elvin Hu, studente 23enne di New York, quando uscì il primo iPod aveva appena 5 anni ma evidentemente conserva il ricordo della famosa "ruota" cliccabile con cui si navigava attraverso i menu del dispositivo, si gestiva il volume e si passava da una canzone all'altra. Hu ha infatto sviluppato una specie di app che trasforma visivamente un iPhone in un 'vecchio' iPod. Un'intuizione apparentemente semplice che ha riscosso enorme successo su Twitter: il video del suo software in azione - che tra l'altro permette realmente di selezionare e ascoltare musica - ha attirato più di 1,5 milioni di clic in pochissimi giorni. Tra i commenti in molti si augurano che il ragazzo sviluppi un'app ufficiale. Quest'ultima, ha fatto sapere lo studente, potrebbe finire sull'Apple Store entro la fine del 2019.Video Twitter

Viaggio nel 'tempio' Apple, che è a Savona e non a Cupertino: 10mila pezzi originali ma niente sponsor

video Tutti i computer delle prime generazioni accesi e perfettamente funzionanti; gli 'antenati' del mouse (innovazione introdotta da Apple); l’insegna "Apple computer inc" fatta realizzare da Steve Jobs nel 1977 portata in Italia da un collezionista americano: solo alcuni dei 10mila pezzi che fanno di 'All About Apple' il museo della mela morsicata più fornito al mondo. Non è in California: ma in Liguria, a Savona. Un’avventura iniziata nel 2002 con il ritrovamento di pezzi storici in un magazzino di informatica, e proseguito, grazie a migliaia di donazioni, tra ricerca di spazi e difficoltà. Da tre anni il museo ha finalmente una bella sede a un passo dal porto della città, ma con le sue forze non va oltre i 1600 visitatori l’anno e fatica a pagare i 15 mila euro l’anno di spese vive nonostante gli sforzi dei volontari che lo gestiscono. E si chiedono: "Possibile che non ci siano istituzioni o privati, qui o altrove, disposti a investire su di noi?" Di Giulia Destefanis