Caccia al top manager Primo banco di prova fra veneti e lombardi

Fabio PolettiMILANO, Iniziamo bene. Il giorno dopo aver stracciato Stoccolma, la macchina di Milano-Cortina 2026 deve iniziare a correre. Ma il gioco di squadra lombardo veneto sembra già finito. Giuseppe Sala, il sindaco dell'urlo, parte con una premessa con il botto: «Mi interessa che la politica continui con questo patto. Adesso comincia una partita altrettanto difficile. Vuol dire mettersi d'accordo sulla governance. Dico solo che non tollererò che vengano a gestire una cosa così gli amici degli amici. Devono essere chiamati i più bravi». I giochi sono fra sette anni ma non c'è troppo tempo. Il Cio da Losanna detta il cronoprogramma con un messaggio diretto al presidente del Coni: «Caro presidente Malagò da oggi si lavora, fateci avere la governance di Milano-Cortina entro l'estate». Prima riunione a Milano l'11 luglio. Difficile che si sappia già tipo di governance e management. Il sindaco di Milano, nel logo dei giochi c'è solo il Duomo e si capisce chi comanda, ragiona ad alta voce: «Dopo Expo sono perplesso sulla spa perché vincola molto. Dobbiamo prendere qualcuno che resti fino al 2026».L'idea è che il governo faccia un decreto da tramutare in legge, meglio in autunno così si saprà con quale maggioranza. E che si trovi poi un commissario. Giancarlo Giorgetti, sottosegretario con delega allo Sport, giura di avere già un nome in testa, ma ovviamente non lo dice: «Da sogniamo insieme il motto ora diventa lavoriamo insieme». Crederci è bello, ma il Governatore della Lombardia Attilio Fontana dice quello che sanno tutti: «Deve essere uno davvero molto bravo. Io ho in mente i miei nomi, Sala i suoi, Zaia i suoi...».Di nomi ce n'è d'avanzo in queste prime ore. Disegnano i profili più che candidature certe. Si parla dell'ex ad di Vodafone, Vittorio Colao, dell'ex presidente di Samsung Carlo Barlocco e degli ex top manager di Alitalia, Carlo Sabelli, e di Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, Giuseppe Bonomi. Il tira e molla sarà sull'asse Lombardia e Veneto. Qualcuno giura che Matteo Salvini ci vorrebbe mettere il cappello e da lì potrebbe uscire il suo candidato leghista a Palazzo Marino. Una specie di bis di quanto successo con Giuseppe Sala diventato sindaco dopo i successi di Expo. L'unico nome sicuro in tutta questa baraonda è quello di Giovanni Malagò che alla guida del Coni dovrà «smazzarsi tutte le gare», come dice il Governatore del Veneto Luca Zaia che azzarda pure lui una road map: «Sulla governance non abbiamo nulla da inventare. Servono manager industriali, non mi interessa che diventi un cimitero degli elefanti con politici di ritorno». A vigilare su tutto ci sarà un Direttorio formato dai sindaci di Milano e Cortina Giuseppe Sala e Gianpietro Ghedina, dai governatori Attilio Fontana e Luca Zaia più il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, sempre che non finisca a fare il commissaario europeo. I giochi sono fatti. Manca solo il nome del commissario. C'è tutto il tempo per scannarsi. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI