Una dinastia di artisti chiamata Fortuny si ritrova a Venezia nel palazzo di famiglia

Enrico Tantuccivenezia. È una storia di famiglia - come recita il suo titolo - quella che Palazzo Fortuny racconta in questi giorni a Venezia (fino al 24 novembre). Unisce padre e figlio, nel settantesimo anniversario della morte del secondo, con una mostra magnifica e site specific, curata da Daniela Ferretti e Cristina Da Rolt. il legameMariano Fortuny y Marsal è il padre, morto a 36 anni, quando era un pittore spagnolo già affermato e in grande ascesa. Mariano Fortuny y Madrazo è il figlio. Aveva tre anni alla morte di papà e non fece dunque, in tempo, a conoscerlo. Ora sono riuniti - in quella che fu per buona parte della vita la casa-laboratorio di Fortuny, trasferitosi a Venezia - attraverso i loro dipinti e parte della collezione di famiglia. C'è un'opera-simbolo di questa esposizione fortemente evocativa: è lo splendido dipinto (proveniente dal Prado), sospeso tra realismo e impressionismo, di Fortuny Marsal: "I figli del pittore nel salone giapponese", in cui il piccolo Mariano gioca seduto per terra con un tessuto decorato a motivo orientaleggianti. Non solo una delle poche memorie del rapporto padre-figlio, ma quasi una prefigurazione delle sue passioni, del suo futuro poliedrico di artista, stilista, inventore, scenografo e molto altro. padre e figlio condividevano anche la passione per l'antico.l'AnticoMariano Fortuny y Marsal nella sua breve vita si era circondato di tessuti antichi, vetri, vasi preziosi, statue, mobili, tappeti che ornavano il suo atelier, ma erano anche spunto inesauribile per la sua arte. Molto rimasero in famiglia - insieme ai suoi dipinti - alla sua morte e finirono successivamente in piccola parte proprio a Palazzo Fortuny. Altri furono venduti o donati a diversi europei dal figlio Mariano e dalla moglie Henriette. E questo è il secondo livello di lettura di questa mostra in qualche modo unica, perché difficilmente ripetibile: l'occasione di ricostruire almeno in parte la collezione di famiglia. Ad esempio, dall'Ermitage di San Pietroburgo arriva un pezzo straordinario come il Vaso del Salar, un vaso di maiolica ispano-moresca alto oltre un metro, dotato di una base di bronzo zoomorfa disegnata dallo stesso Fortuny y Marsal. ma in mostra ci sono anche i dipinti orientalisti che resero famoso all'epoca il pittore spagnolo, come "Arabo davanti a un tappeto", o "Incantatoti di serpenti". l'arredo permanenteMariano Fortuny è presente con le opere che sono anche l' "arredo" permanente di questo museo particolarissimo, ma anche, nell'occasione, con un'ampia selezione dei suoi abiti esposti, tra cui il famoso Delphos, ispirato all'antica Grecia. Ma parte integrante di questa esposizione è il monumentale e ricchissimo - anche dal punto di vista iconografico - catalogo che lo accompagna: vera summa della visione creativa della dinastia Fortuny. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI