«Impossibile evitare ritocchi all'imposta» A rischio l'impianto della legge di Bilancio

il retroscenaMichele Di Branco«Evitare l'aumento dell'Iva è francamente impossibile: stiamo ragionando su un compromesso». Una fonte politica del ministero dell'Economia riconosce che i 23,1 miliardi di euro che servono per neutralizzare l'aumento dell'imposta sui consumi, a partire dal 2020, sono una montagna troppo alta da scalare. Non solo è una somma enorme, ma comprometterebbe l'impianto della prossima legge di Bilancio costringendo il governo ad accantonare ogni progetto di riduzione delle tasse. A cominciare dalla Flat tax, tanto desiderata dalla Lega. Per questa ragione, sull'asse Palazzo Chigi-Tesoro si fa strada l'ipotesi di una soluzione bilanciata. In poche parole: rimescolamento delle tre griglie dell'Iva, con aumento selettivo di alcuni prodotti, lasciando inalterate le aliquote su altri beni. Com'è noto l'Iva, governata dalle regole europee, è strutturata su tre livelli: un'aliquota ordinaria al 22% e due ridotte al 4 e 10%. L'aliquota minima del 4% è applicata alle vendite di generi di prima necessità, tra cui gli alimentari, ed è per sua natura inattaccabile in quanto la sua moderazione serve a proteggere il cosiddetto "carrello della spesa". Dunque, l'operazione di rimodulazione dovrebbe riguardare l'aliquota ordinaria e quella ridotta del 10%, riservata tra l'altro ai servizi turistici, e ad alcune operazioni di recupero edilizio. Il governo sarebbe tentato dall'idea di rimescolare le carte spostando alcuni prodotti da un livello di tassazione a un altro per lasciar salire l'aliquota su determinati beni. Nel mirino, ci sarebbero alcuni prodotti di importazione. Anche se il tema è delicato e servirebbe l'ok di Bruxelles. A questa operazione, nel tentativo di reperire coperture, il governo affiancherebbe un taglio delle tax expenditures, le agevolazioni fiscali attraverso cui imprese e cittadini riducono il peso delle tasse da pagare. L'80% dei bonus (detrazioni e deduzioni) è intoccabile in quanto riferito al carico su pensioni, lavoro e famiglia, ma una buona fetta di sgravi potrebbe essere aggredita. Tornando all'Iva, secondo l'Ufficio studi di Confcommercio, se l'imposta dovesse aumentare, questo si tradurrebbe in 382 euro di maggiori tasse a testa e in 889 euro in più a famiglia. E tra le varie analisi c'è anche chi, come il Codacons, stima una stangata superiore, 1.200 euro, per le tasche delle famiglie. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI